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Città metropolitana, il grande bluff. Così rinasce la Provincia

Città metropolitana, il grande bluff. Così rinasce la Provincia
IL DOCUMENTO. Nella bozza dello statuto inviato ai sindaci si intravede la forma del nuovo ente: la fotocopia di ciò che a palazzo Valentini c’è già. Agenzie, burocrati e una nuova infornata di dirigenti, alla faccia della semplificazione. Ecco il testo approvato dalla commissione

di Alberto Berlini
C’è fretta nelle aule di palazzo Valentini, entro Natale nella sede della fu Provincia di Roma va deliberato il nuovo statuto della città metropolitana. Così tanta fretta che sembra che per scrivere norme e regolamenti sia stata stesa la carta carbone sotto lo statuto della moribonda Provincia. La nuova realtà territoriale, un affaire tutto politico e quanto più lontanto dai cittadini che neppure sono stati consultati per eleggere i rappresentanti, assume tutti i tratti caratteristici di un carrozzone amministrativo: moltiplicazione di burocrati, agenzie e dirigenti.
La Commissione statuto ha approvato e inviato ai 120 sindaci dei comuni che compongono l’area metropolitana di Roma una bozza del nuovo ordinamento che ora dovrà essere vagliato e approvato in meno di un mese: il primo gennaio la legge Delrio impone che la città metropolitana diventi realtà. In commissione, per metà composta da membri del Partito Democratico, si è visto un vero e proprio derby di correnti, il mariniano Paris a braccetto con gli uomini di Zingaretti, Alessandri, Ascani, Celli, Danilo Sordi e Antonio Stampete. Il risultato un’istituzione vuota di contenuti che diventa una specie di burla, una fotocopia di una istituzione, la provincia che invece di venire abolita, si ripresenta in una diversa forma e con diverso nome. Lo si evince scorrendo gli articoli “straccio burocratico” quando dopo pagine di principi generali ci si imbatte nell’articolo 33.

“1. La Città metropolitana può istituire, con deliberazione del Consiglio adottata di concerto con la Conferenza, agenzie per lo svolgimento di compiti specifici. 2. Le agenzie sono unità amministrative caratterizzate dall’assegnazione di risorse organizzative ed economiche con direzione e responsabilità autonome entro gli indirizzi definiti dal Consiglio di concerto con la Conferenza e regolate sulla base di apposite convenzioni. 3. Alle agenzie è preposto un dirigente”.
Lo spauracchio della proliferazione dei burocrati e dell’intreccio dei poteri si affaccia su palazzo Valentini, svuotato dei “provinciali” e rimpito da una nuova infornata di “metropolitani”. Un’ultima lettura merita le funzioni della Città metropolitana: all’articolo 23 si fa menzione del solito istituto della società partecipata, croce e delizia della “economia” degli enti locali: ovviamente anche alla città metropolitana è assicurata la possibilità di istituire nuovi enti o partecipare a quelli già esistenti. Regole di una partita già vista.

IL TESTO DELLO STATUTO