Terminano i lavori della commissione Statuto della Città metropolitana e il nuovo ente cambia pelle. Il nuovo testo prevede l’elezione diretta del sindaco e dei consiglieri metropolitani, la formazione delle ‘zone omogenee’, ovvero ambiti di raggruppamento dei Comuni con caratteristiche simili alle vecchie Unioni di Comuni, come le Comunità montante, ma molto più snelle ed efficaci per l’interlocuzione con la Città metropolitana, come previsto dalla legge Delrio, e infine un percorso di rafforzamento dell’autonomia amministrativa dei Municipi di Roma, lasciando la possibilità di trasformazione in Comuni metropolitani.
“La commissione – ha spiegato il consigliere capitolino e metropolitano del Pd e membro della commissione Statuto, Gianni Paris – ha voluto interpretare nella maniera più coraggiosa e innovativa la legge Delrio, sono molto soddisfatto dei lavori. Ora il Consiglio – ha aggiunto Paris – probabilmente la prossima settimana, dovrà esaminare e approvare la proposta che verrà poi girata alla Conferenza metropolitana per l’approvazione, per legge entro il 31 dicembre”.
“La scelta della commissione affari statutari della città metropolitana di Roma capitale della elezione diretta è importante ma – replica Donato Robilotta presidente federazione Regionale Aiccre del Lazio, membro del CAL – come ho già ripetuto in audizione, attenti a non confondersi, perché in ogni caso Campidoglio e palazzo Valentini restano due enti autonomi e distinti”.
“Attenzione a non creare pasticci, perché la città Metropolitana di Roma è unica tra tutte le altre, in quanto ha al suo interno la Capitale della Repubblica, che ha una legislazione differenziata e rafforzata rispetto alla città metropolitana. La città metropolitana di Roma-Capitale ha un senso se il Sindaco è il Sindaco della città di Roma, altrimenti non avrebbe senso averla istituita perchè si creerebbe un corto circuito istituzionale. Su questo lo Statuto deve essere chiaro”.
