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Codici sfida Ama: “Restituite i soldi”. La class action per l’Iva in Tribunale

Sono passati più di dieci anni da quando alcuni Comuni hanno sostituito la Tarsu (Tassa Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani) con la Tia. Con il passaggio da “tassa” a “tariffa” hanno applicato illegittimamente su quest’ultima l’Iva al 10%. Anche se la Corte di Cassazione si era già espressa stabilendo che la Tia (Tariffa di Igiene Ambientale) non è un tariffa e non va pagata un’ulteriore tassa, i cittadini continuano a versare. L’inganno sta nella bolletta. Ora la Class Action dell’associazione dei consumatori approda al Tribunale di Roma

Ora c’è la data: il 13 giugno presso il Tribunale di Roma si terrà la prima udienza della Class Action dell’Associazione dei Consumatori contro Ama. Dopo un lungo contenzioso, la Corte Costituzionale prima e la Corte di Cassazione poi, con varie sentenze, hanno affermato la natura tributaria della TIA, per cui non deve essere applicata l’IVA.

class action

A questo punto entra in gioco il Comune di Roma. Con deliberazione numero 50 del 2011 l’Assemblea Capitolina – Conguaglio per la Tariffa di Igiene Ambientale di cui all’art. 49 del D. Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, per l’anno 2010 – afferma che “il corrispettivo riconosciuto nell’anno 2010 da Roma Capitale al soggetto gestore AMA S.p.A per il servizio di gestione del ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani è soggetto all’imposta sul valore aggiunto”. Ma non solo: “l’imposta sul valore aggiunto sul corrispettivo riconosciuto nell’anno 2010 da Roma Capitale al soggetto gestore AMA S.p.A per il servizio di gestione del ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani, ammontante ad Euro 63.000.000,00 costituisce il costo da conguagliare nella determinazione tariffaria, al fine di garantire l’equilibrio dell’anno 2010 tra i ricavi derivanti dalla tariffa e i costi sostenuti da Roma Capitale per l’intero ciclo dei rifiuti solidi urbani”.
 In parole povere vuol dire che a pagare il corrispettivo all’Ama devono essere gli utenti.
Ma non finisce qui se consideriamo l’inganno nella bolletta, dove nel riepilogo addebiti/accrediti, alle voci: “tariffa rifiuti urbani assimilati” e “tributo ambientale provinciale” si riporta la dicitura “Fuori applicazione IVA”. Nessun dubbio quindi per i cittadini che ricevono la bolletta: il calcolo tariffario è fuori applicazione IVA. Questo però non corrisponde alla realtà. Secondo quanto si legge sulla citata deliberazione, infatti, l’IVA non solo viene applicata, ma viene anche caricata sul conguaglio per il 2010.
“Tale comportamento è ingannevole nei confronti dei cittadini, sembra che l’istituzione pubblica voglia esplicitamente sottrarsi alla restituzione delle somme indebitamente percepite – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – Per questo motivo il Codici ha promosso una class action contro Ama, con la quale chiederà che vengano restituite ai cittadini le somme indebitamente percepite e maggiorate degli interessi”.
Per aderire alla class action c’è tempo fino al 13 giugno 2013.