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Colata di cemento su Villa Adriana. Richiamo dell’Unesco. Altolà del ministero

Villa Adriana potrebbe perdere il bollino Unesco, anzi, se il piano di lottizzazione per il comprensorio di Ponte Lucano andasse avanti l’esclusione del sito archeologico dalla lista dei patrimoni dell’umanità sarebbe cosa certa. La valutazione del Ministero dei Beni Culturali richiesta proprio dall’ente delle Nazioni Unite non lascia dubbi: “la cosidetta lottizzazione Nathan avrebbe un forte impatto negativo sui vari aspetti del patrimonio all’interno del sito e sul suo rapporto con il paesaggio che lo circonda, l’area di rispetto, e su ulteriori valori cultuali”. 

La colata di cemento, 191mila metri cubi, potrebbe infliggere un colpo mortale per l’area archeologica che sta vivendo da tempo un declino tra degrado e visitatori in calo. Il progetto dell’architetto Paolo Portoghesi per conto di Impreme, società del gruppo Mezzaroma, sarebbe una pietra tombale. Come riportato dal Sole 24 Ore per il ministero “comporterebbe il rischio di una decisione del World Heritage Committee di far collocare Villa Adriana nella lista del World Heritage in Danger (Patrimonio dell’Umanità in Pericolo) e, in assenza della rimozione delle cause dell’impatto negativo sull’Ouv, la sua successiva cancellazione. L’unica possibilità che lo Stato italiano ha per evitare una tale eventualità è bloccare questo progetto di pianificazione urbanistica”.

La palla passa alla Regione e al comune di Tivoli che dovranno prendere una decisone su un progetto che secondo il Mibact può “ritenersi viziato per la mancata applicazione al caso di specie delle obbligazioni assunte al momento della sottoscrizione della Convenzione Unesco e della successiva iscrizione del sito nella lista del patrimonio Mondiale”.