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Condannati alla discarica, l’appello: “Papa Francesco, salvaci tu”

Un cumulo di rifiuti a due passi dal Santuario del Divino Amore, un incubo che pare essere giorno dopo giorno più reale. In settimana la decisione definitiva sul sito a cui destinare i rifiuti romani dopo la chiusura “inderogabile” di Malagrotta. I comitati che si oppongono allo stoccaggio dei rifiuti alla Falcognana lanciano un accorato appello al Santo Padre. E domenica si faranno sentire direttamente in Piazza San Pietro per l’Angelus

In mille hanno marciato dietro lo stendardo della Madonna del Divino Amore. Poi l’incontro al Campidoglio concluso con un nulla di fatto. Nell’attesa che la “sentenza” del Commissario Sottile si tramuti in una vera e propria condanna a morte Don Fernando promette: “Porteremo la nostra voce direttamente al Santo Padre”.

Eccola l’ultima carta da giocare domenica, sperando che non sarà già troppo tardi. A Papa Francesco i comitati dei No Discarica chiederanno di poter intercedere per loro, di far qualcosa insomma affinché accanto al Santuario più caro ai romani non sorga un montagna di monnezza. La decisione durante un’incontro tra i Comitati, le Associazioni e i cittadini della zona presso il Santuario del Divino Amore: “Il Papa salvaguarderà la Madonna del Divino Amore e il suo territorio”.

Nel frattempo arrivano le rassicurazioni del Governo: il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha assicurato che in discarica non potrà arrivare mai più il cosiddetto ‘tal quale’, anche se sottoposto a tritovagliatura. Ma un suo collega di governo, il ministro della Difesa Mario Mauro butta il sasso nella mischia lasciando uno spiraglio verso una soluzione alternativa: in una nota si impegna a collaborare, con tutti gli attori coinvolti, per l’individuazione di soluzioni idonee al problema della discarica di Roma. Attorno si scaldano le voci della politica, intanto la gente dell’Ardeatina spera.