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Conto alla rovescia per i saldi. Sorpresa: sono già iniziati

Il calendario ufficiale autorizza i commercianti a dare il via alle svendite solo a partire da sabato, ma l’80% dei negozi ha già cominciato ad abbassare i prezzi dei prodotti. Una dimostrazione della necessità di riprendere la tradizione americana del “Black Friday” come richiesto dal Codacons. Ma per la confesercenti la proposta dell’associazione dei consumatori sarebbe un colpo mortale per i piccoli esercenti schiacciati dai centri commerciali e da un abusivismo che sottrae al mercato legale oltre 2 miliardi di euro

Il calendario ufficiale assegna ai negozianti del Lazio la finestra di tempo per le vendite promozionali più breve d’Italia: 4 gennaio-14 febbraio. Mentre in altre regioni sono già iniziate le file all’apertura dei negozi in città i commercianti hanno cominciato ad abbassare i prezzi già da qualche giorno.
Secondo le verifiche a campione effettuate dal Codacons in media l’80% dei negozianti sta già effettuando gli sconti: da chi mette sfacciatamente le scritte promozionali in vetrina, a chi si ingegna inviando ai clienti sms, letterine, tessere sconto o, molto più semplicemente, abbassa il prezzo al momento dell’acquisto.
“L’ennesima dimostrazione di quanto sia anacronistico e ridicolo che le regioni debbano ancora fissare ogni anno le date dei saldi invece di lasciarle alla libera scelta di ogni singolo negoziante”. Per l’associazione dei consumatori il crollo delle vendite di Natale ha dimostrato quanto fosse opportuno accogliere la proposta di anticipare gli sconti prima delle feste, magari riprendendo la tradizione americana del “Black Friday”, il venerdì nero che apre ufficialmente la stagione dello shopping natalizio negli Stati Uniti, magari con un più italiano “Black Saturday”.
La deregulation dei saldi secondo il presidente di Federstrade-Confesercenti Mina Giannandrea, sarebbe però un colpo fatale per i piccoli esercenti: “La constatazione che molti commercianti, a causa dalla crisi, hanno praticato promozioni sottobanco, non può spingere a una liberalizzazione che, di fatto, abolirebbe i saldi. Svendite senza regole e senza controlli consegnerebbero per l’ennesima volta il piccolo commercio in mano alle grandi aziende e ai centri commerciali, con danno per i consumatori e i negozianti”.
Solo a Roma i negozi sono più di 55mila e gestiscono circa l’80% del commercio complessivo della Capitale: “Sono anni – dichiara Valter Giammaria, presidente Confesercenti Roma – che la nostra associazione chiede misure concrete per ripristinare il rispetto delle regole e per combattere il fenomeno, ormai dilagante, dell’abusivismo e della contraffazione nella nostra città”. Un fenomeno che stima in  circa 5.000 abusivi diffusi centinaia di “mercatini estemporanei” con un volume d’affari stimato pari a più di 2 miliardi nella sola città di Roma.