Il Coronavirus miete la sua prima vittima anche nel Lazio, con precisione a Roma. A morire è una donna di 87 anni con gravi patologie pregresse, ricoverata nel reparto di cardiologia all’ospedale San Giovanni Addolorata. Intanto nella regione il numero di persone contagiate continua ad aumentare: toccata quota 41.
La prima vittima “romana” del Coronavirus sarebbe morta martedì ed a rivelare la sua positività al Covid-19 è stata l’autopsia. Il primo tampone effettuato sulla donna è infatti risultato positivo. Attesa per il secondo test.
In una nota l’azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata “precisa che la paziente di 87 anni era cardiopatica e ha avuto una severa endocardite in quanto portatrice di protesi valvolare seguita da una problematica respiratoria. E’ quindi possibile affermare, stante il complesso quadro clinico, che la donna sia deceduta ‘CON’ il Covid-19 e non a causa dello stesso. La donna era ricoverata presso l’A.O. San Giovanni dal 17 gennaio. Sono stati individuati i contatti all’interno dell’ospedale – aggiunge la nota – tutti asintomatici, ed è in corso la verifica da parte della Asl Roma 1 sulle visite e i contatti esterni per il completamento dell’indagine epidemiologica”.
Nel frattempo la Regione Lazio ha comunicato l’aggiornamento dei numeri dei contagiati: sono 41, di cui 14 sono in isolamento domiciliare, 20 sono ricoverati non in terapia intensiva e 7 sono ricoverati in terapia intensiva. Il numero dei guaritiresta fermo a 3.
Altri 3 casi positivi tra Pomezia ed Ardea
Sono risultati positivi al Covid-19 “altri 3 cittadini: 2 di Pomezia e 1 di Ardea. Uno studente del liceo Pascal, compagno di classe del primo studente positivo, il figlio del poliziotto, e due persone attualmente ricoverate presso la Clinica Sant’Anna di Pomezia, di cui una signora 90enne di Ardea”. Ne dà notizia il Comune di Pomezia, sottolineando di essere “in attesa di ulteriori informazioni da parte della Asl”.
Paziente positivo al San Filippo Neri
“Un paziente ricoverato in isolamento presso l’ospedale San Filippo Neri è risultato positivo al Covid-19. Si tratta di un paziente complesso dal punto di vista clinico, già in cura presso l’Ospedale San Filippo Neri. Nella notte del 3 marzo ha fatto accesso al Pronto Soccorso per un malore. A seguito degli esami diagnostici, preso contatto con l’INMI Lazzaro Spallanzani, si è provveduto ad eseguire il tampone, risultando positivo al Covid-19. Attualmente il paziente è trattato in isolamento”. Lo dichiarano in una nota congiunta l’Assessorato alla sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio e la Asl Roma 1.
”Il link epidemiologico sembrerebbe legato ad un familiare in cura presso una struttura ospedaliera del Veneto. All’interno del San Filippo Neri sono state attivate tutte le misure previste per garantire la sicurezza e individuare eventuali altri pazienti e operatori con cui può essere entrato in contatto, per adottare le misure conseguenti. In via precauzionale e fino alla fine della valutazione, alcuni operatori non sono in servizio, ma in isolamento domiciliare”.
Caso positivo a Velletri, paziente allo Spallanzani
“Un paziente di Cisterna di Latina impiegato nel settore agricolo è giunto al pronto soccorso di Velletri già con i dispositivi di protezione individuale, analogamente al personale del pronto soccorso e del 118. Dopo aver effettuato il tampone, che è risultato positivo, è stato trasferito in sicurezza all’Istituto Spallanzani”. Lo comunica in una nota l’Assessorato alla Sanità e l’Integrazione sociosanitaria della Regione Lazio. “Il paziente – si legge nel comunicato – è stato sempre tenuto in isolamento e si è proceduto alla sanificazione delle aree interessate. L’indagine epidemiologica in corso per l’individuazione dei contatti stretti ha evidenziato un link lombardo. Vi è un costante aggiornamento con il sindaco e con le Asl Roma 6 e Asl di Latina e al momento la situazione non desta preoccupazione”.

