Neanche una targa, un cippo commemorativo, una strada magari in terra battuta, assolata e fangosa come quelle che ha raccontato nei suoi film. Neppure l’intitolazione di uno slargo per ricordare la figura di Pier Paolo Pasolini che del Litorale di Sabaudia e’ stato un assiduo frequentatore insieme ad Alberto Moravia, Dacia Maraini e altri intellettuali italiani e stranieri che venivano ospitati nella loro villa sulla Duna, per discutere e confrontarsi sui manoscritti e i progetti ai quali lavoravano senza posa.
Nei luoghi che ha scelto come sfondo per fotografie, filmati e interviste destinate a entrare nella storia dell’iconografia nulla rievoca la sua figura.
La perla del razionalismo architettonico italiano e “città di fondazione” del Ventennio, ha completamente rimosso la figura di uno dei più importanti intellettuali italiani ed europei dal Dopoguerra agli Anni Settanta. Nella desolazione estiva della piazza principale, con l’unico cinema esistente chiuso da due anni (senza che nessuno conosca il suo destino), l’albergo che affaccia sul Lago anch’esso serrato da tempo immemore (pare che ora verrà venduto all’asta dalla Regione) la notizia arriva per mezzo del volume di Franco Brugnola, pubblicato per l’ottantesimo anniversario della fondazione della cittadina pontina.
Il libro si intitola “il Chi e’ delle strade di Sabaudia”, un’opera che per la la precisione e il rigore filologico adottato dall’autore travalica il semplice valore del frammento di storia locale fino ad assurgere a piccolo capolavoro di Microstoria. Brugnola si e’ immerso fino al collo nelle delibere comunali per separare il grano dal loglio, visto che un registro completo e aggiornato e ufficiale con la toponomastica in Comune non è reperibile.
Ha trovato parecchie stranezze e in alcuni casi dati sconcertanti, veri e proprie vie e piazze “fantasma”. “Vi sono delle situazioni nelle quali, per ovviare alla latitanza degli uffici preposti – racconta l’Autore – i cittadini hanno letteralmente fatto da soli. Stanchi di avere una strada senza nome, oppure con una definizione provvisoria, vaga e complicata da ricordare come “quarta traversa a destra della via tal dei tali” le hanno assegnato la denominazione di un abitante da poco deceduto, tale Ezio. Il nome poi e’ rimasto quello per sempre, nessuno ha avuto il coraggio di cambiarlo e tantomeno di ratificarlo. Il top pero’ viene raggiunto con la piazza dedicata ad Alberto Moravia, che benché approvata regolarmente con delibera e individuata non è mai stata segnalata da nessuna targa”. Ora per il quarantennale della morte del Poeta Friulano, il Comune avrebbe tutto il tempo e la possibilità di rimediare a questa “svista” dedicandogli finalmente un pezzo della città.
A riempire il vuoto della mancanza del registro delle strade intitolate per legge negli uffici del Comune invece, ci ha pensato questo volume con la tassonomia proposta dal professor Brugnola. Al sindaco basterà acquisirlo agli atti.
