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Dall’Etiopa la verdura che stupisce. A Fiumicino una tonnellata di Khat

La droga era celata in mezzo ad un carico di ortaggi in arrivo dall’Etiopia. Ma il profumo particolare non è sfuggito ad alcuni militari della Guardia di Finanza in servizio all’aeroporto Leonardo da Vinci. Dalla pianta, tipica delle regioni arabe, si ottiene una sostanza simile all’anfetamina e dal 1980 è classificata come sostanza stupefacente. Il carico sequestrato, il più ingente mai intercettato sul territorio italiano, avrebbe fruttato milioni di euro alle organizzazioni criminali. LA GALLERY

Sembrava una normale spedizione di verdure, ma il profumo particolare non è sfuggito all’olfatto di alcuni militari impegnati nei controlli alle merci in transito presso l’aeroporto internazionale “Leonardo da Vinci” di Fiumicino.

Oltre una tonnellata di “khat”, è stata scoperta dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma occultata all’interno della stiva di un aeromobile proveniente da Addis Abeba e che stazionava presso lo scalo aeroportuale in procinto di ripartire per Londra.  Si tratta di uno dei sequestri più ingenti operanti in Italia di “khat”, una pianta originaria delle regioni orientali dell’Africa e classificata fina dal 1980 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra le droghe proibite. La sostanza che si ottiene dalle foglie appartiene alla categoria degli “alcaloidi”, il cui principio attivo, denominato catina, induce nell’assuntore effetti assimilabili all’anfetamina, provocando una vera e propria forma di dipendenza.
L’enorme carico intercettato dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino, con la collaborazione del Servizio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane, era diretto in Inghilterra, dove forte è la presenza di immigrati provenienti dall’Africa, inclini fin dall’antichità all’uso di questo stupefacente.
Mittente e destinatario del carico sono ora sotto indagine: la partita di droga avrebbe infatti fatto fruttato milioni di euro di guadagni alle organizzazioni criminali.