di Claudio Roma
Ore 14 di mercoledì 27 novembre. Nel giorno della “decadenza di Silvio Berlusconi da senatore, Roma si prepara all’ennesimo assedio. E per Prefettura e Questura è già allarme rosso per il timore che le truppe del leader di Forza Italia possano andare ben oltre la riunione per la solidarietà al cavaliere e che la presenza in via del Plebiscito dei fedelissimi possa attirare antagonisti, no Tav, Comitati per la casa e trasformare la notte più lunga di Forza Italia in uno scontro politico. Anche perché in contemporanea all’adunata dei fedelissimi, il Popolo Viola si è dato appuntamento in piazza delle Cinque Lune, sempre a pochi metri dal Senato, per una contromanifestazione-presidio.
L’ORGANIZZAZIONE. Ciò che resta di Forza Italia dopo la scissione con il Nuovo Centrodestra si sta organizzando con pullman e mezzi privati per raggiungere a partire dalle ore 14 in via del Plebiscito, di fronte a Palazzo Grazioli. Senatori, deputati e consiglieri regionali, comunali e municipali, già da questa mattina hanno spedito migliaia di mail con la disponibilità a coordinare e organizzare il viaggio della speranza, contro “Un atto grave nei confronti di un uomo che ha dato tanto al centrodestra e alla politica italiana negli ultimi 20 anni e più in generale all’Italia sia da uomo politico che da imprenditore rispettato in tutto il mondo.
Una magistratura politicizzata ha deciso di scrivere la parola “fine” sul percorso politico di Silvio Berlusconi”.
L’ORDINE PUBBLICO. In mattinata si riunirà il Comitato per l’Ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto di Roma Pecoraro. Il piano che uscirà sarà ispirato ad una “strategia a soffietto”: sino a quando in Senato procederanno le votazioni, il dispositivo si limiterà ad un controllo delle piazze, con l’ausilio di elicotteri e il coinvolgimenti di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza come già accaduto d’altronde nelle ultime manifestazioni. Quando i lavori senatoriali, saranno definiti e si capirà se la votazione verrà effettuata nella notte o slitterà a giovedì, scatterà la seconda parte del piano, con l’isolamento delle singole piazze, per evitare il contatto tra le fazioni e che ciascuna possa decidere di forzare il blocco e muoversi alla volta del Senato.
LO SCENARIO PEGGIORE. Il vero timore per l’ordine pubblico è rappresentato dall’ipotesi “salvataggio”. Se il Cavaliere dovesse uscire salvo dal voto, c’è il rischio che la situazione possa sfuggire di mano, per questo il dispositivo che verrà messo in campo avrà un filo diretto col Senato per avere un margine di anticipo e blindare Senato e strade adiacenti.
L’INCUBO NOTTE. É il vero nemico numero uno dell’ordine pubblico. Qualora il voto slittasse oltre le prime ore della sera, per il dispositivo di polizia i problemi si complicherebbero. Difficilissimo controllare una porzione di città con vicoli e strade che offrono riparo ad ogni forma di violenza, come accaduto durante il sit in del popolo No Ta, culminato con l’assalto alla sede del Pd di via dei Giubbonari.
LA REAZIONE DEL CAV. Nello scenario di “decadenza” è anche possibile che Berlusconi cerchi di parlare al suo popolo per commentare la decisione del Senato.
GL INFILTRATI. L’appuntamento “senza orario” offre il fianco alla possibilità che in tutte e due le fazioni si possano infiltrare elementi sovversivi.
