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“E’ un problema di sensibilità sociale”. Caso Manili, i tassisti in campo

“E’ un problema di sensibilità sociale”. Caso Manili, i tassisti in campo
Continua il silenzio del Campidoglio e di Alemanno sulla vicenda del tassista al quale è stata ritirata ingiustamente la licenza e ora senza lavoro e sommerso dai debiti. Daniele Saulli, leader dell’Uritaxi del Lazio: “Siamo basiti di fronte a tanta insensibilità sociale… questa giunta è senza un’idea, basta guardare la vicenda del numero unico taxi per capire come questi politici trattano la gente che lavora”

di Claudio Roma

“La vicenda di Lorenzo Manili non può essere considerata un problema di diritto. Togliergli la licenza è significato gettare una famiglia sul lastrico e questo il Comune lo deve sapere”.
La denuncia viene da Daniele Saulli Presidente di Uritaxi Lazio. Il silenzio del Comune e del sindaco Alemanno sulla vicenda kafkiana che ha visto protagonista un tassista che si è indebitato per costruire un’avvenire al figlio ma si è visto togliere ingiustamente un diritto, supera ogni logica giurisprudenziale e si trasforma in un problema sociale, come tanti. Manuli, oltre che tassista, è il simbolo di una città che chiede supporto al Comune e al suo primo cittadino e si vede rispondere con una porta in faccia.

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“Siamo basiti di fronte a tanta insensibilità sociale e politica. Il “caso Manuli” è la cartina al tornasole di come questa amministrazione risolve i problemi della città – prosegue Saulli – alla base della vicenda che lo ha visto privato della sua licenza c”è una follia burocratica che lo ha privato di un suo diritto. Il collega è una vittima di un truffatore che ha dichiarato il falso e si è intascato i suoi soldi ed è una vittima di chi si ostina ad applicare una legge allo stesso modo in cui gli asini si arrampicavano sulle Alpi durante la Seconda Guerra Mondiale, senza pensare”.
Il sindacalista promette che il collega non rimarrà solo: “Per noi non è solo un tassista che è stato “fregato” con la complicità dell’Amministrazione – continua il leader dell’Uritaxi regionale – ma è anche il simbolo di come la politica tratta la nostra categoria, la nostra gente che sta vivendo come tutti i piccoli imprenditori la crisi economica. Manili non ha chiesto aiuto a nessuno, si è rimboccato le maniche, si è indebitato e ha scommesso con la sua famiglia sulla capacità di lavorare e pagare le tasse. E come lo ha trattato il Comune? Visto che è stato truffato lo ha beffato togliendogli la licenza e costringendolo quasi a lavorare senza titolo, perché in questo Paese si deve pur mangiare. Da parte dei tassisti non ci sarà nessuna “vendetta elettorale”. E’ vero che la categoria ha appoggiato Alemanno alle precedenti elezioni, ma è pur vero che oggi prima come lavoratori e poi come sindacalisti non abbiamo più bisogno di promesse ma vogliamo un progetto che dia fiducia, respiro e certezze alla categoria. Alemanno ce le ha tolte.. basta guardare la vicenda del numero unico taxi per capire come i politici trattano la gente che lavora”.