di Lucio D’Ubaldo
In un tempo dominato dall’informazione non può mancare, corretta e puntuale, anche quella che attraversa quotidianamente il campo della sanità pubblica. Il caso del vaccino antinfluenzale, con il sospetto di morti che potrebbero essere stati provocati dal suo impiego recente, dimostra quanto sia necessaria la funzione di presidio dei poteri istituzionali nel fornire ai cittadini i dati di conoscenza di tali fenomeni.
Il Ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, si è lamentata della carente collaborazione delle Regioni. La risposta non si è fatta attendere. Sta di fatto che il rimpallo di responsabilità non diminuisce, anzi, in men che non si dica, accresce le ansie e i timori della pubblica opinione.
A Roma la psicosi di pericoli incontrollati si appesantisce ulteriormente per l’allarme lanciato in occasione del ricovero allo Spallanzani di un medico di Emergency colpito da Ebola. In più, la stessa vicenda che ha visto trasportare d’urgenza al San Camillo, dove purtroppo è deceduta, una donna in precedenza curata (male?) nel circuito sanitario privato, ha provocato ulteriori tensioni. Inoltre, sulla base dell’esperienza consolidata, è prevedibile nei prossimi mesi invernali il determinarsi di pressioni eccezionali sulle strutture di emergenza per difficoltà della popolazione anziana dinanzi a immancabili influenze virali e altre patologie stagionali.
Informazione e controlli permettono di elevare la qualità, nonché l’efficacia, dei servizi e delle prestazioni. Purtroppo la Regione Lazio, all’inizio di questa legislatura, ha proceduto a cancellare l’Agenzia di Sanità Pubblica (Asp), trasferendo le sue funzioni in capo al Dipartimento di epidemiologia della Asl-Rm E e alla Direzione regionale dell’assessorato alla sanità. In questo modo si è danneggiato il delicato dispositivo atto a garantire la terzietà, e dunque la neutralità, del monitoraggio su tutte le erogazioni di servizi in ambito sanitario. L’Agenzia operava come strumento di vigilanza tanto sulle gestioni dirette (ospedali) quanto su quelle indirette (cliniche private). Elaborava statistiche, forniva dati, organizzava indagini, valutava livello e coerenza delle prestazioni: questa organicità di visione produceva a tutto campo garanzia di controllo sul sistema.
Con l’abolizione sono state umiliate competenze e disperse funzioni meritevoli di un inquadramento specifico, organico e indipendente. È stato un errore. Adesso l’augurio è che dinanzi a improvvise evenienze – e d’altronde, molto spesso, con queste deve fare i conti il mondo della sanità – non traballi gravemente l’impalcatura della nuova organizzazione. Altrimenti avrebbe ragione la Lorenzin a scaricare le responsabilità sulle carenti strutture regionali. Dunque è meglio che Zingaretti, sotto questo cielo gravido di nubi, esca dalle nebbie delle rassicurazioni burocratiche. Alla Pisana, addirittura, da anni manca l”assessore alla sanità. Anche per questo, senza indugi, bisogna alzare la guardia.

