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Embrioni choc, genitori spariti. L’ospedale: “I referti manomessi”

IL GIALLO. Telefoni spenti, Giacomo e Maria la coppia che ha denunciato la vicenda, si sono resi irraggiungibili dopo che il loro racconto ha provvocato la smentita delle strutture sanitarie: “Negli archivi non c’è traccia della coppia”

di Alberto Berlini

Referti su carte intestate inviati agli organi di informazione, un racconto choc di un nuovo scambio di embrioni, ma per gli ospedali romani implicati nella vicenda è tutto falso. Lo è per il Pertini, che nei suoi archivi non ha trovato traccia delle coppia che si sarebbe sottoposta ad un intervento di fecondazione assistita tra il 3 e 4 dicembre nelle strutture del nosocomio; “Referti manomessi” secondo il San Camillo, la struttura ospedaliera che ospita il laboratorio da cui sarebbero usciti i risultati dell’esame di amniocentesi che dimostrerebbe una incompatibilità tra il Dna del feto e quello della madre.

Telefoni spenti, Giacomo e Maria, la coppia che ha denunciato la vicenda, irraggiungibili già dalle prime ore della sera dopo che il caso era finito sulle maggiori testate nazionali, e dopo la pronta smentita degli ospedali: “È stata usata carta intestata su cui poi è stato effettuata una manomissione su dati di altri referti – ha dichiarato Paola Grammatico, direttore del dipartimento di medicina molecolare dell’ospedale San Camillo Forlanini –  a un’analisi approfondita il codice utilizzato non corrisponde alla tipologia di codici che noi attribuiamo ai campioni. Inoltre – prosegue Grammatico – l’incompatibilità del profilo genetico del feto con quello materno è stata valutata sulla base di una proteina, ma con questo tipo di analisi nessuno avrebbe mai potuto identificare un’incompatibilità genetica. Abbiamo anche già accertato a chi realmente appartiene il referto: si tratta di una donna che ha fatto l’amniocentesi nel 2013″. 

“La direzione del San Camillo Forlanini – aggiunge Grammatico – valuterà se sporgere denuncia”.