La tensione sul mercato immobiliare della Capitale ha ormai travalicato i confini della marginalità sociale tradizionale, trasformandosi in un fenomeno strutturale che colpisce in modo trasversale ampie fasce della popolazione. Secondo le rilevazioni del ministero dell’Interno, nel corso del 2025 si sono registrate 5.286 ordinanze di sfratto, con una quota impressionante dell’80 per cento riconducibile a morosità incolpevole, l’impossibilità sopravvenuta di pagare l’affitto a causa della perdita o della consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare. A questo dato si aggiungono oltre 4mila richieste di esecuzione e 1.724 interventi già portati a termine, ai quali si affianca il costante incremento delle procedure per finita locazione. Un numero sempre più alto di inquilini si trova nell’impossibilità di sostenere l’adeguamento dei canoni al momento del rinnovo contrattuale, finendo per alimentare una spirale di precarietà che le associazioni di tutela quantificano in circa dieci sfratti al giorno.
Chi sono i nuovi poveri della casa: anziani, donne e padri separati
L’analisi delle richieste di Edilizia Residenziale Pubblica restituisce la fotografia di una domanda ormai cronicizzata, che vede 17.689 nuclei familiari ammessi alla graduatoria comunale. Tra questi, il 32,4 per cento versa in uno stato di emergenza grave: si tratta principalmente di persone sole con un’età media di 64 anni, ex lavoratori precari sprovvisti di reti familiari, ma anche di madri single con figli a carico penalizzate da redditi insufficienti. Tra le nuove categorie a forte rischio di impoverimento figurano i genitori separati. Le rilevazioni di Caritas Roma indicano infatti che il 46 per cento dei nuovi utenti dei servizi di accoglienza è composto da persone separate con obbligo di mantenimento, soffocate dal doppio canone d’affitto. Una condizione drammatica che ha spinto il Comune a inserire una tutela specifica all’interno del nuovo bando Erp del 2026.
I sussidi del Campidoglio e il nodo delle risorse a bilancio
Per frenare l’escalation dei pignoramenti e delle uscite forzate, la giunta capitolina ha introdotto nel giugno 2025 un regolamento di prevenzione che consente di intervenire fin dalla prima intimazione del proprietario. Il pacchetto di aiuti prevede contributi mensili all’affitto fino a 900 euro, sostegni per caparre e traslochi, oltre a una copertura fino a 9mila euro per il saldo degli arretrati nei casi di sensibile riduzione del reddito. Le misure, destinate prioritariamente alle situazioni di elevata fragilità sociale o vittime di violenza, rimangono tuttavia vincolate alla reale disponibilità di fondi a bilancio.
L’appello dell’assessore Zevi: verso una strategia europea sull’abitare
La portata della congiuntura romana riflette una tendenza globale che sta investendo le principali metropoli del continente. L’assessore alle Politiche abitative Tobia Zevi ha sottolineato come le dinamiche in corso, analogamente a quanto accade in Spagna, abbiano riposizionato la casa al centro del dibattito politico continentale, coinvolgendo direttamente anche giovani, lavoratori e famiglie della classe media. Dal 2021 l’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri ha destinato risorse all’acquisto e al recupero del patrimonio pubblico, ma la dimensione del problema impone una risposta coordinata. Per sostenere le migliaia di cittadini che rischiano di perdere l’alloggio, la Capitale sta infatti promuovendo una rete tra le grandi città europee per sollecitare interventi normativi e finanziari su scala comunitaria.


