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Emergenza rifiuti: ecco la via d’uscita

A Roma e nel Lazio siamo in piena emergenza rifiuti perché mancano gli impianti sufficienti alla chiusura del ciclo.Stiamo facendo esattamente come in Campania: chiudiamo le discariche, non costruiamo gli impianti necessari e i rifiuti rimarranno per strada.
Secondo gli ultimi dati ufficiali del Rapporto Ispra (con dati che si riferiscono al 2010), nel Lazio produciamo 3,5 mln di tonnellate annue di rifiuti, al netto di una raccolta differenziata ferma al 15%.
Ammesso che in questi due siano stati fatti passi da gigante (l’Ama parla di una raccolta differenziata al 30% a Roma anche se è un dato da prendere con le molle), abbiamo sempre 3 mln di tonnellate all’anno di rifiuti da smaltire. Attualmente abbiamo in funzione gli impianti di termovalorizzazione di San Vittore (Fr) e di Colleferro (Rm) che hanno, rispetto a una capacità autorizzata di 500.000 tonnellate, una capacità reale di smaltimento di quasi 300.000 tonnellate annue.
Abbiamo poi una linea del gassificatore di Malagrotta (con un potenziale autorizzato di 60.000 tonnellate), mentre devono essere ancora costruite altre due linee oltre a un impianto ad Albano già autorizzato dal 2008. 9 sono invece gli impianti di TMB (Trattamento meccanico-biologico) che possono trattare circa 1,9  mln di tonnellate di rifiuti all’anno, producendo all’incirca 600.000 tonnellate di Cdr.
Questi sono i numeri che hanno portato in crisi il sistema e per cui la maggior parte dei rifiuti va a finire in discarica come tal quale. Rispetto alle 3 mln di tonnellate di rifiuti che produciamo, abbiamo una capacità di trattamento di due milioni soltanto.
A regime vengono prodotte 600.000 tonnellate di Cdr che, oltretutto, non riusciamo a smaltire perché lo possiamo fare soltanto per poco meno di 300.000 tonnellate. E il resto? Va a finire in discarica. Ed è il motivo per cui gli impianti di TMB non sono mai andati a regime.
Ecco quindi che si impone la necessità urgente di aumentare la raccolta differenziata, ma allo stesso tempo di costruire gli impianti autorizzati (le due linee di Malagrotta, l’impianto di Albano e quelli TMB di Guidonia e Colleferro già da tempo autorizzati). Allo stesso tempo c’è la necessità di avere una discarica a Roma sia di servizio per la lavorazione degli scarti del gassificatore, sia per l’emergenza. Non bisogna perdere altro tempo in chiacchiere, ma bisogna impegnarsi a realizzare tutto quello che è scritto nei piani regionali. Solo così potremo scongiurare in futuro l’emergenza.

Donato Robilotta