di Elisa Silvestrin
In questi giorni di grande attenzione per le sfilate di AltaRomaAltaModa, Affaritaliani.it svela il “dietro le quinte’ di questi eventi” Un punto di vista esclusivo di chi si adopera a mettere in scena uno spettacolo impeccabile.
Arrivate puntuali 3 ore prima della sfilata, le modelle entrano nel backstage. Vestite comode, scarpe basse e senza un velo di trucco appoggiano borse, giubbotti e subito si dirigono sulla passerella dove ad attenderle c’è il regista della sfilata. Sono professioniste provenienti da tutta Italia: dal Veneto Giulia, studentessa in chimica farmaceutica, è accompagnata dalla mamma. I riflettori si accendono, iniziano le prove, viene stabilito l’ordine di uscita, e la coreografia con le posizioni dove fermarsi per consentire ai fotografi di scattare e riprendere gli abiti al meglio. Il passo deve essere in armonia con la musica, l’espressione neutra le mani nelle tasche quando gli abiti le prevedono. Niente viene lasciato al caso, il vestito deve essere valorizzato al massimo. Fortunatamente le calzature che indosseranno sono sandali con tacco medio alto, scongiurate quindi le cadute dai ‘trampoli’ che spesso sono costrette a portare. Le ultime raccomandazioni sull’essere veloci nei cambi e poi via a preparasi.
E’ il momento del trucco. Il make up artist ha già istruito le sue assistenti su come procedere; con estrema attenzione cercando di sfruttare la luce migliore, le truccatrici fanno scomparire occhiaie e imperfezioni stendendo correttore e fondotinta. Un momento rilassante per le modelle che ne approfittano per scambiare qualche consiglio di bellezza su creme ed altri prodotti cosmetici. Un trucco uguale per tutte, l’applicazione di ciglia finte su di una ragazza fa scattare l’invida ad un’altra a cui invece non sono state messe: “Che belle, le voglio anch’io”, si lamenta la modella.
“Tu non ne hai bisogno” sentenzia lo stilista Nino Lettieri. E’ lui il capo e nulla sfugge al suo controllo. Si dirige nella zona dedicata ai capelli dove si confronta con l’hair stylist sulle pettinature da eseguire. Lo stilista, per far capire esattamente quello che vuole, evoca l’immagine di una donna che attraversa la tempesta: “Gonfi qui, crespi qua, raccolti così, volume sopra, tirati, spettinati”. Servono alcuni minuti prima che i due creativi raggiungano il risultato desiderato, con grande pazienza della ragazza che dopo essersi sentita i capelli tirati sù, giù, cotonati, con onda a destra poi a sinistra, più che ad una tempesta è sopravvissuta ad un ciclone.

Ora le modelle sono invitate a cambiarsi. Non ci sono camerini bensì una fila di appendiabiti, ciascuno con appesi 2 capi, questo significa essere costrette a spogliarsi restando con addosso solo una mutandina color carne davanti a tutti ‘gli addetti ai lavori’, compresi fotografi e cameramen che in questo momento si adoperano a fare foto e interviste di backstage. Nessuna sembra farci caso, la più pudica con le braccia si copre il seno. Aiutate da vestiliste indossano abiti elegantissimi con plissé dalle forme e dai volumi scultorei. L’avvicinarsi dell’ora ‘X’ fa aumentare la tensione. Un paio di fili escono da un vestito e devono essere immediatamente tagliati. Il sarto chiamato ad eseguire la modifica replica alla richiesta chiarendo che erano stati volutamente lasciati così.. ma contraddire lo stilista è una cosa alquanto inutile: tutti devono applicarsi per materializzare la sua idea creativa, la sua volontà non deve essere messa in discussione.
D’un tratto una modella si accorge della mancanza delle scarpe, nessuno si spiega come sia possibile. Il giallo non viene risolto, si opta per uno scambio veloce al termine della passerella di una collega con lo stesso numero. Mancano cinque minuti all’inizio, classico rito scaramantico tutti insieme tenendosi per mano e poi in fila nell’ordine stabilito.
Si accende la musica, dietro le quinte sullo schermo di una televisione compaiono le immagini del parterre con tutti gli ospiti e la passerella. Silenzio tra le modelle, per nessuna è la prima sfilata ma l’emozione e l’adrenalina sono ai massimi livelli. Il regista da il via e si parte.
Tra un’uscita e l’altra vengono prese per mano da un addetto, mentre corrono per raggiungere la postazione del cambio, si slacciano bottoni, abbassano zip, si aprono i vestiti. All’arrivo quasi inspiegabilmente sono mezze nude pronte ad indossare l’abito successivo. Il tutto avviene in pochi secondi. Ci sono tempi da rispettare, il regista se la prende con una ragazza che si è permessa di stare qualche secondo in più sulla scena. Gli applausi del pubblico si sentono fragorosi soprattutto durante la sfilata dell’abito da sposa. Ultima uscita tutte insieme, un sospiro di sollievo perché tutto è andato bene.. tranne per la povera ragazza rimasta senza scarpe, un po’ rammaricata guarda dal monitor le colleghe che si godono gli applausi finali. Il saluto dello stilista conclude lo show.
