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Falsi poveri, alloggio gratis al campo rom. Conti correnti a 5 zeri. Cacciati in 68

Dieci famiglie allontanta dal campo nomadi di via Salone. Non avevano diritto ad usufruire dell’assistenza poichè scoperte in possesso di conti correnti o depositi postali da centinaia di migliaia di euro. Disattivate le utenze idroelettriche e liberati 14 moduli abitativi

La polizia locale di Roma Capitale hanno atteso che i bus prendessero i bambini per portarli a scuola, poi hanno proceduto all’allontamento di 68 persone abusive dal campo nomadi autorizzato di via di Salone. Le dieci famiglie sono state sgomberate perche’ ritenute non aventi diritto ad usufruire dell’assistenza dell’amministrazione capitolina in quanto in possesso di conti correnti o depositi postali con cifre considerevoli. Somme che complessivamente si aggirano, stando a quanto riferito, su centinaia di migliaia di euro.

I container erano attrezzati con quadri, televisori led e mobili come normali appartamenti, omettendo di pagare l’acqua e l’elettricità consumata. Bollette pesanti, visto che l’elettricità veniva usata per il riscaldamento di container poco isolati. Alla fine 10 sono state le famiglie sgomberate, persone che avevano ricevuto da più di un anno decreto ingiuntivo per liberare i manufatti. Agli sgomberati non è stata offerta alcuna assistenza sociale, viste le condizioni economiche tutt’altro che disagiate.

I vigili hanno inoltre disattivato le utenze idroelettriche ai non aventi diritto anche per evitare che i moduli abitativi possano essere nuovamente usati indebitamente e non da assegnatari regolari. Quattordici i moduli abitativi saranno cosi liberati e riconsegnati al dipartimento politiche sociali.

Ad operare sono stati i vigili dello Spe (sicurezza pubblica emergenziale) della polizia locale di Roma Capitale. L’operazione è la seconda tranche di quella attuata il 15 aprile scorso che aveva visto lo sgombero di 17 famiglie, pari a complessive 102 persone, che occupavano senza titotlo 20 moduli abitativi. Gli allontanamenti sono stati disposti dall’assessorato politiche sociali guidato da Francesca Danese nei confronti di persone con conti correnti e depositi postali considerevoli.