La sfida a pubblicare una notizia corre, tanto per cambiare, sulla potentissima mailing list del Movimento Cinque Stelle. A poche ore dall’apertura delle urne i “grillini romani” tempestano la rete di email con il link all’interrogazione parlamentare presentata dal senatore Alberto Filippi. Affaritaliani.it l’ha ricevuta e la pubblica.
Presentata il 18 dicembre dell’anno scorso al ministero della Pubblica Amministrazione contiene tutti i nomi dei candidati ai concorsi banditi dalla Provincia di Roma, all’epoca gestita da Nicola Zingaretti, figli di politici più o meno illustri e dipendenti. Insomma, una vera e propria parentopoli all’amatriciana.
Nel testo dell’interrogazione si legge che “di buona parte di questi contratti di assunzione beneficerebbero vincitori di concorso legati direttamente o indirettamente da parentela con dirigenti della Provincia, sindacalisti, personale delle segreterie politiche e politici”.

E già lo specialissimo elenco del telefono dei fortunati che hanno vinto un posto di lavoro a tempo determinato:
Maria Teresa Giuliano, figlia di un sindacalista della Uil, Sara Fratoni, figlia della dottoressa Maria Budoni, a sua volta segretaria del Presidente della Provincia Nicola Zingaretti, Eleonora Formaggi, figlia di un rappresentante sindacale unitario (Rsu) della Cgil eletto nella Provincia di Roma, Valerio Vanzo, figlio del proprietario del ristorante tavola calda Bibo Bar, luogo frequentato da dirigenti e politici della Provincia, Marta Loche, figlia del segretario dello scomparso ex Presidente della Provincia, Fregosi, Carlo Carrino, figlio di un dirigente della Provincia, Raffaello Toppi, figlio di un dirigente della Provincia, Eleonora Socci, figlia di un altro sindacalista della Provincia, Francesco Zacco, figlio del direttore della Deas, società specializzata nelle selezioni concorsuali pubbliche di cui si è avvalsa in passato la Provincia, Andrea La Spina della Cimarra, figlio del capo del cerimoniale del Campidoglio al tempo del Sindaco Walter Veltroni;
tra gli operatori dei centri di formazione risulterebbe di nuovo Marta Loche, ma anche Andrea Alfarone, figlio di un componente della segreteria del consigliere regionale Bruno Astorre;
comparirebbero anche altri nominativi recanti lo stesso cognome di ben noti politici romani e laziali, riguardo ai quali, però, l’interrogante non ha avuto il tempo di accertare effettivi legami di parentela, come Assogna Giovanni, Petrella Sergio, Bianchini Lucia, Armeni Elisabetta, Cosentino Danilo, Rossodivita Veronica, Di Stefano Eleonora, Bafundi Chiara;
comparirebbero inoltre, tra gli assunti come operatori dei centri di formazione, numerosi congiunti di semplici dipendenti della Provincia, come Valeria Pompi, moglie di un dipendente, Monica Miriello, sorella di un dipendente, Alessio Ilari, figlio di un dipendente, Manuela Pisciarelli, figlia di un dipendente e sindacalista della Uil, Giorgia Sanetti, figlia di un dipendente, Olimpia Prosperini, cognata di un dipendente sindacalista della Cisl;
allo stesso modo si troverebbero, tra gli istruttori amministrativi, Diana Toscano, figlia di un sindacalista della Cgil, Simona Cavallaro, figlia di un dipendente della Provincia, Federica Piccini, figlia di un dipendente della Provincia, Chiara Grimaccia, figlia di un ex dipendente della Provincia, ed infine Chiara Capitani, figlia di un dipendente della Provincia”.
Conclude l’interrogante: “In generale sembrerebbe quindi che le due graduatorie concorsuali abbiano premiato, per singolare coincidenza, concorrenti apparentati con personalità riferite all’organico della Provincia o alla classe politica della medesima istituzione, con l’eccezione del figlio del titolare del bar che si trova davanti a Palazzo Valentini”.
