Sono 21 le strutture autorizzate a cui ci si potrà rivolgere per effetturare le procedure di Procreazione Medicalmente Assistita, e sia che si tratti di cicli di fecondazione omologa o eterologa sarà a carico del Sistema sanitario regionale.
La delibera che dà la speranza di diventare genitori a molte coppie che non posso aver figli è stata approvata dalla Giunta regionale, che ha definito le regole per l’erogazione delle prestazioni di fecondazione medicalmente assistita nei centri della Regione Lazio. L’atto, che segue il canovaccio stabilito dalla Conferenza Stato Regione e ricalca il modello adottato dalla Regione Toscana, stabilische che per essere a carico del servizio sanitario regionale, l’età massima della donna deve essere di 43 anni mentre i cicli che possono essere effettuati nelle strutture pubbliche sono tre.
Occorrerà tuttavia attendere per conoscere il livello di compartecipazione del pubblico alle cure poichè la Giunta ha deciso di attendere la riunione del gruppo tecnico interregionale che ha l’obiettivo di arrivare a definire una proposta unica valida in tutte le regioni ed evitare il caos tariffario che si sta verificando. La promessa è di arrivare entro la fine del 2014 ad avere un quadro regolatore per le strutture pubbliche e private della regione.
Qualche sorpresa arriva invece dalle procedure per la verifica dei requisiti necessari: su una platea di 48 centri registrati presso l’Istituto superiore di sanità, solo 23 sono risultati in possesso dei requisiti richiesti, così come accertato dai tecnici del Centro nazionale trapianti incaricati dell’istruttoria. Sette sono centri pubblici, 16 privati. Due di questi attivi a Sora e Frosinone hanno già ottenuto il via libera, due, pur avendo i requisiti, hanno rinunciato. Dunque alla fine dell’istruttoria i centri operativi saranno 21.
Attualmente l’unico centro Pma pubblico in funzione a Roma è quello del S. Anna. La struttura del S. Filippo Neri sarà riaperta a breve poiché si sta risolvendo il problema del certificato antincendio, lo stesso vale per il Pertini. Per i centri del S.Camillo, Gemelli, S.Maria Goretti di Latina, e Policlinico Umberto I, le procedure di autorizzazione sono ormai definite.

