Gli animali sono esseri senzienti, capaci di provare emozioni come gioia, paura e dolore. Non sono semplici proprietà o cose inanimate e il loro riconoscimento come esseri viventi dotati di una propria dignità sta trovando spazio, sempre più chiaramente, nell’evoluzione del diritto italiano ed europeo. È un cambiamento culturale prima ancora che giuridico, destinato a incidere profondamente sul rapporto tra l’uomo e i suoi amici a quattro zampe.
In Italia le norme hanno progressivamente rafforzato la tutela degli animali, introducendo sanzioni contro il maltrattamento e promuovendo il rispetto del loro benessere. Parallelamente, la giurisprudenza ha iniziato a riconoscere il valore del legame affettivo tra l’animale e la famiglia. Sempre più sentenze evidenziano come la perdita di un animale d’affezione possa provocare una sofferenza reale e, quando ricorrono i presupposti di legge, possa dare luogo al risarcimento del danno non solo patrimoniale ma anche del pregiudizio subito dal proprietario e, in alcuni casi, dagli altri componenti del nucleo familiare.
Il volume “I nuovi diritti degli animali” firmato da Valentino Gardi e Alessandro Traversi, ripercorre proprio questa evoluzione, analizzando le fonti del diritto italiano e sovranazionale e mettendo in luce il processo di costituzionalizzazione degli animali. Da una parte cresce il riconoscimento come esseri senzienti; dall’altra permane una contraddizione giuridica, poiché il Codice civile continua formalmente a collocarli nella categoria dei beni e non dei soggetti di diritto.

Una distanza che riflette il divario ancora esistente tra la sensibilità della società e alcune norme ormai superate. Oggi milioni di italiani considerano cani, gatti e altri animali domestici veri membri della famiglia, rendendo sempre più urgente un adeguamento dell’ordinamento giuridico a questa nuova realtà.
Il confronto sul futuro dei diritti degli animali
In questo contesto si inserisce la presentazione del volume, ospitata nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”.
L’incontro, moderato dal professor Marco Di Giugno, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle professioni per analizzare il presente e il futuro della disciplina dedicata agli animali.
Tra gli interventi più significativi quello della senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo parlamentare Civici d’Italia, Noi Moderati, MAIE e Centro Popolare.
“Le persone considerano gli animali parte integrante della famiglia, ma la prassi è ancora molto diversa, soprattutto nell’aviazione internazionale”, ha dichiarato la parlamentare, ricordando come l’Italia abbia aperto la strada a un importante cambiamento grazie alle nuove disposizioni adottate dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC).
Alla presentazione hanno preso parte anche Andrea Patané, docente di Diritto costituzionale all’Università di Bergamo, Michele Panzera, professore ordinario di Etologia veterinaria e Benessere animale all’Università di Messina, Gianluca Gambogi, docente di Diritto penale, Gaetano Intrieri, amministratore delegato di Aeroitalia, Simona Neri, consigliere dell’Ordine degli Ingegneri di Arezzo, e Pietro Suchan, già procuratore della Repubblica di Lucca.
Trasporto aereo, nuove regole e il modello italiano
Uno dei temi più dibattuti riguarda proprio il trasporto aereo degli animali. Dal punto di vista giuridico gli animali non sono bagagli né oggetti, ma esseri viventi. Nella pratica operativa delle compagnie aeree, tuttavia, vengono ancora gestiti come bagaglio registrato quando viaggiano in stiva o come bagaglio a mano quando sono ammessi in cabina, pur nel rispetto di rigorosi protocolli finalizzati a garantirne il benessere e la sicurezza.
Secondo Michaela Biancofiore, il problema nasce soprattutto dal fatto che molte regole internazionali sono ancora fondate su una normativa del 1999, che continua a non prevedere una categoria autonoma di “pet passengers”. In alcune situazioni di emergenza, come l’evacuazione di un aeromobile, questa impostazione può comportare conseguenze particolarmente critiche, perché gli animali non vengono ancora equiparati ai passeggeri.
L’Italia, invece, si sta affermando come uno dei Paesi più avanzati in Europa. Le normative nazionali stanno progressivamente superando la visione dell’animale come semplice oggetto, riconoscendone il ruolo di essere senziente anche durante il viaggio.
Per gli animali di piccola taglia resta possibile viaggiare in cabina all’interno di un trasportino omologato, generalmente entro il limite complessivo di 8-10 chilogrammi. La vera innovazione è arrivata con le disposizioni approvate dall’ENAC, che consentono alle compagnie italiane di trasportare in cabina anche cani fino a 30 chilogrammi, assicurati al sedile mediante appositi sistemi di ritenuta o trasportini omologati.
Pelosetti in cabina
Compagnie come ITA Airways e Aeroitalia hanno già adottato questa possibilità, consentendo agli animali di sedere accanto ai propri proprietari, una soluzione che rappresenta una delle innovazioni più significative introdotte dall’Italia nel panorama europeo.
Gli animali che superano i limiti previsti per la cabina continuano invece a viaggiare nella stiva dell’aeromobile, ambiente pressurizzato, climatizzato e illuminato come la cabina passeggeri. Rimangono inoltre previste deroghe specifiche per i cani guida e gli animali da assistenza certificati, che possono viaggiare gratuitamente in cabina senza trasportino.
Persistono tuttavia differenze tra le compagnie aeree. Alcuni vettori low cost, come Ryanair, non consentono il trasporto di animali domestici, mentre altre compagnie europee permettono esclusivamente il viaggio in cabina. In ogni caso è necessario prenotare anticipatamente il servizio, corrispondere il supplemento previsto dalla compagnia e presentare il passaporto europeo per animali da compagnia, completo di microchip e certificazioni vaccinali.

Fiumicino punta sull’accoglienza Pet Friendly
A questa evoluzione normativa si affianca anche una crescente attenzione da parte delle infrastrutture aeroportuali. L’aeroporto internazionale di Roma Fiumicino rappresenta oggi uno degli esempi più avanzati in Italia nell’accoglienza dei passeggeri che viaggiano con i propri animali domestici. Infatti, lo scalo, che ha registrato 51 milioni di passeggeri nel 2025, ha sviluppato dei servizi dedicati al benessere degli animali, confermando una sensibilità crescente verso chi considera cani e gatti parte integrante della famiglia.
Quattro Pet Area sono distribuite tra il Terminal 1 e il Terminal 3, spazi attrezzati con punti acqua e aree dedicate dove gli animali possono sostare prima o dopo il volo. Il Dog Relais è la prima struttura interamente dedicata ai cani ed il centro offre pensione, asilo diurno, aree gioco, assistenza di personale qualificato, servizi veterinari, toelettatura e, un utile servizio navetta dedicato agli animali.

Un modello che testimonia come il cambiamento non riguardi soltanto le norme, ma anche l’organizzazione concreta del viaggio. L’obiettivo è ridurre lo stress degli animali e dei loro proprietari, di garantire uno standard di accoglienza elevato ed in linea con le famiglie moderne.
Per maggiori informazioni – Dog Relais: https://www.adr.it/web/aeroporti-di-roma-en/dog-relais

