L’ormai prossimo appuntamento per l’elezione del sindaco di Roma e del nuovo consiglio comunale non può essere affrontato semplicemente con una lista civica, ma per l’autorevolezza dell’istituzione richiede la presenza di un partito qualificato anche a livello europeo. L’oggettiva dissoluzione di Fli, l’improvvido ridimensionamento dell’Udc rendono sempre più attuale la proposta di noi europarlamentari non aderenti nel PPE alla delegazione PDL, di dar vita in Italia e a livello locale a un nuovo partito che si richiami al popolarismo europeo.
Questo per offrire all’elettorato liberal-riformista un punto certo di proposta politica che possa arginare l’onda populista e antieuropea rappresentata da Berlusconi e Grillo. Con quest’ultimo teso a trasformare il nostro sistema rappresentativo in uno assembleare che sfrutti la rete in maniera demagogica e assolutamente incontrollabile. Un’onda che, irresponsabilmente, auspica immediate nuove elezioni per vanificare l’esperienza Monti e tentare di raccogliere ulteriori consensi in uno dei momenti più difficili della storia d’Italia, senza minimamente preoccuparsi delle disastrose conseguenze per il nostro Paese e per quanti sin qui hanno sopportato incredibili sacrifici per salvare il salvabile. I tempi stringono e non consentono irragionevoli rinvii.
Potito Salatto, eurodeputato Ppe
