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Furia 5 Stelle contro Zingaretti. Come Berlusconi: “Deve decadere”

I pentastellati vanno alla guerra. Al centro la svolta del caso rifiuti, con la scelta di portarli a Bracciano: una soluzione che non era stata annunciata in aula né dall’assessore Civita, né dal commissario Sottile. Ma l’arma che il Movimento porta in prima linea è la richiesta di decadenza per incompatibilità del governatore Zingaretti. Davide Barillari ha scelto Affaritaliani.it per lanciare il grido di battaglia: “Ora blocchiamo i lavori del Consiglio”

L’annuncio suona lapidario sulla pagina del capogruppo Davide Barillari: una sola parola, “guerra”. Il Movimento 5 Stelle si scaglia contro il governatore Zingaretti chiedendone la decadenza. Una presa di posizione che giunge dopo la battaglia dei rifiuti con una soluzione, quella di portare i rifiuti a Bracciano, che ha colto di sorpresa anche il Consiglio Regionale, organo che per i pentastellati appare così esautorato.

Barillari zingaretti

Davide Barillari ha scelto Affaritaliani.it per spiegare la decisione dei 5 Stelle: “Ora blocchiamo il Consiglio Regionale, così come sta lavorando ora non serve a nulla. Qui non vengono prese le decisioni, neppure i colleghi della maggioranza erano a conoscenza delle intenzioni del commissario Sottile. Tutto viene deciso da persone non elette, così il Consiglio è esautorato della sua funzione. Oggi – conclude Barillari – né il governatore Zingaretti, né l’assessore Civita, né il presidente Leodori si sono presentati in aula nonostante la gravità di quello che è accaduto. Inoltre stiamo assistendo ad un boicottaggio delle interrogazioni presentate dai 5 Stelle che vengono sempre rimandate quando addirittura non vengono calendarizzate. È il caso di una interrogazione che abbiamo presentato 4 mesi fa contro Zingaretti”.
Un passo indietro. A giugno 2013 Nicola Zingaretti viene nominato presidente della Fondazione Tor Vergata, un ente partecipato dalla Regione Lazio. “Non basta che il Governatore – spiega Barillari – abbia rinunciato allo stipendio di 64mila euro, la carica non è compatibile con la Presidenza della Regione”.  La legge stabilisce infatti che ‘non sono eleggibili a consigliere regionale: gli amministratori ed i dipendenti con funzioni di rappresentanza o con poteri di organizzazione o coordinamento del personale di istituto, consorzio o azienda dipendente rispettivamente dalla regione, provincia o comune’. L’incarico ricade anche nelle condizioni di incompatibilità previste dalla legge sull’anticorruzione.  
L’interrogazione dei 5 Stelle giace in consiglio da 4 mesi, ma ora è stata depositata alla giunta per il regolamento che si riunirà per la prima volta martedì. Dalla notifica – spiegano i 5 Stelle – Zingaretti avrà 10 giorni per lasciare l’incarico al Policlinico Tor Vergata, oppure si scioglie il Consiglio e si torna alle urne.