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Gli imprenditori vanno in guerra. L’ira sfila in Piazza del Popolo

Gli imprenditori vanno in guerra. L’ira sfila in Piazza del Popolo
Le bandiere bianche e blu di Confartigianato e Cna hanno riempito anche la scalinata che porta al Pincio, ma ci sono anche gli ombrelloni rossi dell’Associazione Balneari. Urla e fischietti per far sentire la rabbia di chi chiede misure concrete per far ripartire l’economia
Gli imprenditori vanno in guerra. L’ira sfila in Piazza del Popolo
Gli imprenditori vanno in guerra. L’ira sfila in Piazza del Popolo
Gli imprenditori vanno in guerra. L’ira sfila in Piazza del Popolo
Gli imprenditori vanno in guerra. L’ira sfila in Piazza del Popolo
Gli imprenditori vanno in guerra. L’ira sfila in Piazza del Popolo
Gli imprenditori vanno in guerra. L’ira sfila in Piazza del Popolo
Gli imprenditori vanno in guerra. L’ira sfila in Piazza del Popolo
Gli imprenditori vanno in guerra. L’ira sfila in Piazza del Popolo
Gli imprenditori vanno in guerra. L’ira sfila in Piazza del Popolo
Gli imprenditori vanno in guerra. L’ira sfila in Piazza del Popolo

“Riprendiamoci il futuro!”. Con questo slogan migliaia di imprenditori si sono riuniti a Piazza del Popolo. Lo urlano le piccole e medie imprese, i commercianti, gli artigiani arrivati da tutta Italia. Una variopinta carovana che già di buon mattino sfilava tra le vie della città per raggiungere il palco allestito dalle 5 associazioni organizzatrici: Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna e Casartigianato.

“Siamo 60mila – annunciano gli organizzatori – Al nuovo premier chiediamo di convocarci subito”, dice il presidente di Rete Imprese, Marco Venturi. “Il prossimo governo – aggiunge – deve prendere atto di questa grande forza, dell’enorme malessere, deve cambiare registro”. Dal palco gli oratori che si susseguono ripetono le lodi alla “gente sorridente, che nonostante tutto vuole andare avanti e lavorare in condizioni ottimali per l’Italia. La folla esprime non solo rabbia, ma proposte”.

A dominare sono le bandiere bianche e blu di Confartigianato e Cna, che hanno riempito anche la scalinata che porta al Pincio, ma vicino al palco anche una dozzina di ombrelloni rossi dell’Associazione Balneari. Urla e fischietti per far sentire la rabbia di chi chiede misure concrete per far ripartire l’economia. Tanti i cartelloni e gli striscioni contro le tasse e i balzelli fiscali.

 

VIDEO: Sangalli: il governo ci ascolti, il lavoro non si crea per decreto

video sangalli
 

Scendere in piazza ora per non farlo più, questo sembra essere il motto, ribadito dallo striscione issato al Pincio “Oggi per non chiudere per sempre”: “Non si erano mai visti tanti imprenditori in piazza, lo facciamo per noi e i nostri figli ma non vorremmo tornarci”. Il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti, lancia infine un hashtag al presidente del Consiglio incaricato Matteo Renzi: “#Matteostaipreoccupato, perché se non abbassi le tasse ti facciamo nero”. Il pensiero del presidente di Casartigiani Giacomo Basso va poi alle “144.000 imprese che non ce l’hanno fatta”, un momento di cordoglio accompagnato dallo slogan “Dignità! Dignità!” che il leader fa scandire alla piazza. Ancora sulle mancanze della politica Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio: “Ci sono alcuni momenti, come le elezioni, dove le nostre richieste vengono tramutate in programmi. Siamo stanchi dell’elogio di circostanza, di essere ricordati come linfa vitale del Paese”. “Non c’è più tempo – ammonisce – non bastano le migliaia di imprese chiuse, e il rischio di pace sociale. È pericoloso lasciare famiglie e imprese sull’orlo della disperazione”.

Unanime l’appello: “Fate i governi, fate le riforme istituzionali, la legge elettorale ma fate in modo di fare le riforme che sostengano gli imprenditori. L’impresa non deve diventare una missione impossibile”.

 

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