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Grillo, scacco al Campidoglio. Chi vince e chi perde a destra

INSIDE. Un documento interno del Pdl riassume i risultati elettorali e fa suonare l’allarme per Gianni Alemanno. Svanita con il risultato delle urne l’ipotesi Meloni, escono ridimensionati Piso, Augello, Sammarco e Cicchitti. Salvi Tajani e Pallone ma anche Aracri che veniva dato per missing. Il vero vincitore è Luca Gramazio per li quale si prepara un incontro con Silvio Berlusconi. Intanto il Cinque Stelle si organizza per le Comunali puntando al ballottaggio

di Fabio Carosi

L’analisi del voto, le primarie e una sola certezza: i “senatori” del Pdl romano e laziale stanno vivendo una settimana da incubo. Numeri alla mano, per le prossime Comunali di maggio c’è il rischio che il sindaco uscente Gianni Alemanno non riesca ad arrivare neanche al ballottaggio. E questo perché i grillini si stanno organizzando a modo loro per esprimere quanto prima un candidato anche per le elezioni comunali, facendo leva sulla insostenibile voglia di cambiamento.
Affaritaliani.it ha letto un documento riservato delle direzione del partito che evidenzia “vinti e vincitori” di questa tornata e che apre scenari inquietanti sulla stabilità del partito.

luca gramazio


Partiamo dalla speranza della destra romana. Il voto fa svanire l’ipotesi di una candidatura di Giorgia Meloni al Campidoglio e tiene Alemanno in pole per quella che si preannuncia come una sconfitta annunciata per mano dei grillini. Secondo le proiezioni sono loro che sfideranno il Pd ritrovato per il controllo del Comune. Quindi l’elenco degli sconfitti. Si legge nel documento: “Sconfitti Alemanno e Vincenzo Piso. ridimensionati Fabio Rampelli e Andrea Augello (con Malcotti e Prestagiovanni fuori)”, così come Francesco Storace al quale gli ex Forza Italia rimproverano di aver cavalcato la candidatura regionale più per lanciare La Destra che per ricompattare il Pdl. La debacle coinvolge anche il duo Gianni Sammarco, Fabrizio Cicchitto per via dello scarso risultato dei pupilli Cangemi e Irmici. Insomma chi si salva sono Antonio Tajani e Alfredo Pallone che “salvano” tre consiglieri regionali e tre senatori ma anche Francesco Aracri che, dato per politicamente morto, porta in consiglio regionale la creatura polveriniana, Adriano Palozzi, e trionfa in provincia.
Infine, l’astro nascente Luca Gramazio, sospinto da una quantità invidiabile di voti che si prepara a passare da capogruppo al Comune a capogruppo alla Regione. Se c’è un vincitore è lui e si vocifera che nelle prossime ore dovrebbe avere un incontro con Silvio Berlusconi il quale avrebbe manifestato l’intenzione di conoscerlo da vicino.
Quindi le “pesature” sul Parlamento. Recita la nota: “Sammarco è forte alla camera con i suoi tre (Cicchitto, Lorenzin e Sammarco stesso); Tajani può contare su berlusconiano Giacomoni. Poi c’è la Polverini che fa gioco a sé alleata con Aracri che passa al Senato. Sempre al Senato, situazione ribaltata con Tajani fortissimo che può contare sui suoi 3 berlusconiani Fazzone, La Rossi e Giro”.