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Gualtieri premier? A Roma preparano le Comunali, a sinistra gli preparano Palazzo Chigi

Gualtieri lavora apertamente alla riconferma in Campidoglio, ma il suo nome continua a circolare come possibile federatore del centrosinistra. Più che da sue mosse personali, l’ipotesi nasce dalle difficoltà dell’alleanza progressista nel risolvere il duello Schlein-Conte. Per ora Palazzo Chigi resta una suggestione. Roma, invece, è già campagna elettorale.

Gualtieri premier? A Roma preparano le Comunali, a sinistra gli preparano Palazzo Chigi

Il sindaco continua a ripetere di avere in testa soltanto Roma e la corsa al secondo mandato. Ma mentre Schlein e Conte litigano sulla leadership del centrosinistra, il suo nome torna puntualmente come possibile federatore anti-Meloni. Realtà, suggestione o semplice bisogno di trovare un terzo incomodo?

Il bello della politica italiana è che a volte basta dimagrire qualche chilo per ritrovarsi candidato premier. Roberto Gualtieri ne sa qualcosa. In Campidoglio assicurano che il sindaco abbia un solo obiettivo: vincere di nuovo a Roma. La macchina per le prossime amministrative è già in movimento, gli incontri con maggioranza e lista civica sono programmati e il 7 novembre all’Auditorium Parco della Musica è destinato a diventare uno dei primi appuntamenti pubblici della nuova corsa elettorale.

Eppure, appena il centrosinistra torna ad accapigliarsi sulla leadership, riecco spuntare il suo nome.

Schlein e Conte litigano, spunta il sindaco

La ragione è abbastanza semplice. Elly Schlein e Giuseppe Conte continuano a dividersi sulle modalità con cui scegliere il candidato premier: la segretaria dem rivendica il peso del primo partito dell’opposizione, il leader M5S insiste sulle primarie.

Nel frattempo è ripartita la tradizionale lotteria del “federatore”: Manfredi, Salis, Decaro e, appunto, Gualtieri sono tra i nomi entrati nel circuito delle ipotesi. Il sindaco di Roma offre effettivamente qualche argomento ai sostenitori della candidatura. Ex ministro dell’Economia, lunga esperienza europea, profilo moderato ma interno al Pd e soprattutto una capacità, sperimentata in Campidoglio, di tenere insieme pezzi politici che a livello nazionale faticano persino a sedersi allo stesso tavolo.

Il laboratorio romano che piace a chi cerca la sintesi

A Roma la maggioranza si è progressivamente allargata e Gualtieri è riuscito a mantenere rapporti aperti con mondi diversi del centrosinistra. È questo, assai più di qualche foto in forma smagliante, il dettaglio che alimenta la suggestione nazionale.

Ma tra una suggestione e una candidatura c’è ancora parecchia strada. Gualtieri prepara una campagna per restare sindaco e il Campidoglio considera le voci su Palazzo Chigi poco più che fantapolitica.

Il problema è che il centrosinistra sembra avere una particolare passione per candidare chi ancora non si è candidato. Quando Schlein e Conte alzano la voce, qualcuno inevitabilmente cerca un terzo nome capace di abbassarla. E siccome Roma ha già regalato alla politica nazionale Rutelli, Veltroni e Zingaretti, il sospetto viene quasi naturale…