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Guerra dei manifesti: il Pd richiama Sassoli

La Commissione di garanzia si è riunita per discutere la denuncia di Gentiloni sui manifesti abusivi. “Le illegalità si siano verificate all’insaputa del candidato”, la vicenda si conclude con un “richiamo formale con diffida a reiterare”. Esclusa la rimozione immediata

Una bacchetta. Il Pd, sempre più simigliante ad un consesso di burocrati, mette la parola fine alla guerra dei manifesti che ha visto contrapporti i candidati alle Primarie Paolo Gentiloni e David Sassoli. Il primo ha “denunciato “ al partito l’affissione abusiva di alcuni manifesti e così la commissione di garanzia si è messa al lavoro.
E la decisione è arrivata puntuale: Un “richiamo formale” al candidato David Sassoli con “diffida a non reiterare comportamenti che potrebbero ledere l’immagine della coalizione”.
La commissione coordinata da Valentina Grippo ha raccolto le motivazioni addotte dal rappresentante di Sassoli che, come riferito al termine della riunione, ha spiegato come le illegalità si siano verificate all’insaputa del candidato e che c’è l’impegno a monitorare che non si verifichino ulteriormente. La commissione, invece, non ha preso in esame la richiesta di Gentiloni riguardante “l’immediata rimozione delle migliaia di manifesti abusivi affissi in città”, in quanto, ha spiegato Grippo, la competenza ricade su organismi esterni, ovvero alla polizia municipale.