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I candidati alla prova di lingua. Senza inglese niente Campidoglio

Confronto anche sul piano internazionale per tutti gli aspiranti sindaci. L’idea lanciata dal candidato Pd, Ignazio Marino al termine dell’incontro con la stampa estera. “Sarebbe meglio in romeno” replica di Sandro Medici. Attendendo i programmi, tra ironia e sberleffi si accende lo scontro tra i principali sfidanti. La partita si gioca anche sul voto degli immigrati

“Mayor” e non più sindaco, “citizens” e non più cittadini. Saranno delle “elections” caratterizzate da tante “promises” quelle dei “candidates” al Campidoglio. In fondo il primo cittadino della Capitale deve essere un personaggio di levatura internazionale. E così l’inglese potrebbe finire tra le “skills” richieste al candidato sindaco.

peciola

La proposta che forse qualche preoccupazione l’ha in effetti creata viene da Ignazio Marino che partecipando venerdì ad un incontro con la stampa estera ha lanciato l’idea di condurre il confronto tra i candidati in lingua inglese. “È stato un incontro molto bello, che mi piacerebbe si replicasse con i candidati principali: domande e risposte in inglese. Penso che sarebbe una dimostrazione del curriculum internazionale di ciascuno di loro – ha rilanciato il candidato del centrosinistra – e sono certo che nessuno si sottrarrebbe a questo tipo di confronto”.
Levatura internazionale, ma anche attaccamento alle radici. Così a stretto giro arriva la replica del consigliere Fabio Schiuma che ironizza: “Il confronto, ma perché allora non in latino?“. “Il latino infatti – aggiunge – insegna a ragionare prima di tutto e riflettere, doti fondamentali per chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica e in antitesi evidente con l’ego ipertrofico di chi tronfio di arroganza e supponenza pensa di poter turlupinare i cittadini romani. Che chiaramente non conosce”.
Nello scontro, tra il goliardico e l’ironico si inserisce anche Sandro Medici, che addirittura rilancia proponendo un test in lingua francese, “molto più charmant”. “Oppure facciamo il botta e risposta in romeno visti i numeri della comunità qui nella capitale, la più grande in città” conclude Medici.
Ad averli anticipati in quest’ultima proposta ci aveva già pensato il candidato di Sinistra Ecologia e Libertà, Gianluca Peciola: da qualche settimana sui muri campeggiano i suoi manifesti, ai più incomprensibili, che ribadiscono l’impegno per preservare i diritti di tutti, “La scelta dei manifesti in lingua straniera – sottolinea – è anche legata alle polemiche di questi giorni sul voto dei cittadini immigrati alle primarie del centro sinistra. Polemiche che rischiano di diffondere un clima di ostilità nei confronti dei diritti di cittadinanza degli immigrati”.
Che la campagna entri nel vivo, che si parli di programmi, e se poi i candidati vorranno raccontarsi, lo facciano almeno anche con la lingua del Belli. Questa sì, sarebbe una prova ardua.