Secondo giorno di sciopero per i lavoratori della Co.Ge.Di. Srl, società affidataria impegnata nella realizzazione della terza linea di trasporto metropolitano della Capitale, per rivendicare gli stipendi di luglio e agosto, ad oggi non ancora liquidati. Da una settimana i lavoratori dell’affidataria sono in stato di agitazione ma finora alle loro rivendicazioni sono state offerte in risposta solo false promesse.
La società Co.Ge.Di. Srl è in crisi e non è in grado di pagare i propri operai. I lavoratori, in accordo con le organizzazioni sindacali di categoria Feneal Uil Roma, Filca Cisl Roma, Fillea Cgil Roma, hanno così richiesto in via solidale, con relativo blocco dei Sal, al Consorzio Metro C, come previsto dalla legge, il pagamento delle rispettive retribuzioni. Ma il Consorzio Metro C continua a non assumersi alcuna responsabilità di fronte a tale obbligo di legge, e per questo motivo gli operai non stanno percependo quanto loro dovuto. “Piena l’adesione alla protesta di questa mattina, che proseguirà anche domani 19 settembre – fanno sapere Ribadiscono Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil – A partire dalle ore 7:30 del mattino lavoratori e sindacati si riuniranno in cantiere a via Teano. La mobilitazione seguiterà fino a quando gli stipendi non saranno stati pagati per intero”.
Una richiesta d’incontro al Comune di Roma e a Roma Metropolitane è stata avanzata dagli stessi sindacati per discutere dei sistematici ritardi nell’erogazione delle retribuzioni.
“Mentre gli assessori all’Urbanistica e alla Mobilità bisticciano sulle cronache dei quotidiani romani circa la validità del prolungamento della metropolitana da Rebibbia a Casale Monastero, il Consorzio Metro B apre una procedura di licenziamento collettivo per 39 lavoratori. Mi sembra che la Giunta capitolina sulla questione dei lavori della Metro stia agendo come un semaforo impazzito”. E’ quanto dichiara Mario Guerci, segretario generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio. “Le opere della Metro B e Metro C finanziate ed immediatamente cantierabili – prosegue – non solo consentirebbero di creare occupazione ma sono determinanti per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Devono quindi essere subito cantierate ed ultimate nei tempi previsti. Abbiamo condiviso con la giunta Capitolina l’importanza di portare la Metro fuori dall’anello del GRA e riteniamo che il prolungamento della Metro B vada in quella direzione, dando una risposta seria al problema della mobilità , oltre a garantire centinaia di posti di lavoro che occorrerebbero per costruire un’opera di 560 milioni di euro, soldi privati e pubblici già stanziati”. Per questo, “non possiamo rischiare che l’opera venga messa in discussione ed i relativi finanziamenti bloccati e non finalizzati addirittura in questo caso imponendo alle imprese anche la beffa del pagamento di penali. Ai problemi della Metro B si sommano le modalità con cui si continuano i lavori della Metro C ai proclami per gli stanziamenti della T3 e a ridosso dell’inaugurazione in pompa magna della prima corsa di sabato prossimo – prosegue il segretario – si contrappone il dramma in cui vivono centinaia di lavoratori della CO.GE.DI., ditta appaltatrice in Amministrazione Straordinaria, che non ricevono da mesi gli stipendi, su cui il Consorzio Metro C (Vianini e Astaldi) si rifiuta di intervenire, come previsto della norma di legge sulla responsabilità solidale negli appalti. La FILLEA di Roma e del Lazio, insieme alle altre organizzazioni di categoria ha chiesto un incontro al sindaco Marino ed in assenza di un riscontro immediato attiverà tutte le iniziative sindacali per sbloccare la situazione”.
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