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I “gioielli” della Regione su eBay. Palazzi, ville e un castello da 1,4 mld

Sono 662 gli immobili che compongono il patrimonio regionale che verranno messi in vendita o valorizzati: la Giunta conta su un fiume di soldi freschi per rimpinguare le casse e ridurre il debito

Il Castello di Santa Severa, Palazzo Nardini, il San Giacomo, il Cto, la sede dell’Arsial, il Forlanini, la struttura ex Gil di Ostia, Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino e una villa al mare: le Tortore a Ponza, sono alcuni dei 662 immobili del patrimonio regionale che verranno venduti o valorizzati.

Nove i gruppi in cui è stato suddiviso il patrimonio, ognuno accompagnato da alcune proposte riguardanti le modalità per valorizzarli e ottimizzane il rendimento: in poche parole o saranno resi produttivi o saranno venduti. La delibera adottata in Giunta ha carattere programmatorio e rimanda ad ulteriori atti l’autorizzazione all’effettiva realizzazione delle linee d’intervento e delle loro modalità di azione.

Gli immbili che verranno destinati alla vendita saranno messi all’asta online, o facendo ricorso a fondi immobiliari. Altri saranno destinati a permuta con altre pubbliche amminstrazioni, per razzionalizzare le spese per le sedi istituzionali. Previsti progetti speciali per restituire al territorio immobili di pregio e di elevato interesse artistico e culturale mentre alcuni palazzi saranno destinati ad uso pubblico, valorizzandone la destinazione sociale. Trentasette gli immobili “cielo-terra” che saranno ceduti: la Regione prevede di incassare 78 milioni per risanare le sue casse: il cartello “vendesi” comparirà quindi su complessi residenziali situati al centro di Roma: a via Belsiana, via del Moro e via di Parione. C’è poi l’albergo “Al Lago” di Sabaudia, comprato nel 2011 su cui da vent’anni pesa un contenzioso.

Questa è solo una prima fase:  delle circa 15 mila unità immobiliari che compongono il patrimonio regionale, il Tavolo Regione Lazio-Agenzia del Demanio, ha preso in considerazione 6.280 unità  tra complessi di immobili e terreni agricoli per un valore totale di almeno 1,4 miliardi di euro. “Allo stato dell’arte – ha precisato l’assessore regionale al Bilancio, Alessandra Sartore – abbiamo previsto la possibilità di ottenere introiti da alienazione per 100 milioni l’anno in 10 anni”. Partirà ora una seconda fase di analisi che riguarderà, invece, le restanti 1.645 unità del Patrimonio di minore entità e valore, più le 6.685 del Demanio, più il patrimonio di Asl, società partecipate e altri Enti. Le nuove entrate provenienti dalla messa a reddito degli immobili potranno dunque “essere utilizzate per ridurre il debito e conseguentemente alleggerire in maniera strutturale il carico fiscale nei confronti dei cittadini”.