Per aver accesso ai “villaggi di solidarietà” avevano dichiarato di essere nullatenenti. Niente case, terreni e macchina. Una autocertificazione che dava loro la possibilità di accedere con diritto ad un alloggio predisposto con luce ed acqua. Ma è bastato setacciare i conti correnti per scoprire la malcelata verità.

L’operazione della Polizia di Roma Capitale in collaborazione con le Poste ha portato alla scoperta di conti correnti, libretti di risparmio e deposito titoli per un totale di quasi 10 milioni di euro: un vero e proprio tesoretto su cui si dovranno eseguire ulteriori accertamenti per scoprire la provenienza. Scattata su ordine del Comune, l’azione dei Vigili ha portato a decine di denunce per truffa e falso per aver indotto in errore la pubblica amministrazione nella concessione dei moduli abitativi a chi in realtà non ne aveva diritto.
“Saranno tutti espulsi e gli alloggi ridistribuiti a chi ne ha davvero bisogno – ha annunciato il sindaco Gianni Alemanno – Il nostro obiettivo è sempre stato quello di chiudere gradualmente i compi cosiddetti tollerato puntando sui villaggi attrezzati cha hanno delle regole precise. Solo grazie all’identificazione dei rom che vi abitano abbiamo potuto accertare gli abusi”.
I denunciati sono decine, intestatari in media di conti postali superiori a 100-200 mila euro e di veicoli, anche di grossa cilindrata. Nella top ten di paperoni dei campi rom H.A. ed H.E. che non hanno saputo spiegare da dove provenissero i 650mila euro in buoni postali intestati a loro nome. Erano 10 invece le auto nella disponibilità di H.S., ufficialmente un indigente del campo nomadi della Barbuta; a suo nome anche alcuni terreni acquistati di recente a Ciampino.
