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Ignazio Marino, pillole di programma. Animali e giunta: tutto in un giorno

Durante il suo tour il candidato del centrosinistra affronta i temi più caldi. Per ciascun argomento una “perla di saggezza”, e una promessa. Gatti, circhi e cani tengono banco. Ma c’è spazio anche per il Pd, nel quale “c’è una grande capacità di pensiero che potrà far rinascere Roma”

GLI ANIMALI – 1
Non c’è bisogno di mostrare i propri gatti in fotografia, come ha fatto Gianni Alemanno, io non ho mostrato la mia Paolina e il mio Napoleone. Chi mi ha lanciato un banco di carciofi non vuole dialogare, tra gli aggressori, c’erano anche delle signore che fanno evidentemente uso di botulino per motivi estetici, sostanza che viene sperimentata sui roditori e ne vengono uccisi a centinaia per questo scopo. Per Roma ci sarà una consulta per i diritti degli animali e aboliremo delle sofferenze non necessarie, come l’utilizzo delle botticelle. Questi credo siano elementi centrali per una politica di Roma il resto è demagogia.

GLI ANIMALI – 2
Da sindaco, i circhi che utilizzano animali non avranno la possibilità di occupare il suolo del mio comune.

GLI ANIMALI – 3
Roma deve avere un pronto soccorso veterinario h24 governato dal pubblico, trovando una sinergia con le associazioni. Credo sia importante per fare un passo avanti per la dignità degli animali e non per l’esercizio di sterili polemiche.

GLI ANIMALI – 4
Le associazioni hanno confermato che dalla giunta Alemanno c’e’ stato un taglio di risorse economiche. Se sarò sindaco mi assumerò la responsabilità di porre fine alla situazione di incertezza economica e organizzativa dei canili.


IL PD
Non è assolutamente vero che non voglio bandiere del Partito Democratico per la mia campagna elettorale, il Pd mi sta sostenendo in ogni luogo con intelligenza, creatività, forza e determinazione. Il Pd è una grande forza politica e nei vari municipi dimostra di avere soluzioni nette: a Corviale, ad esempio, alcune persone, tra cui militanti Pd, hanno dato il via ad una rigenerazione urbana, costruendo una palestra con delle tecnologie di bioarchitettura davvero avveniristiche, come strutture in argilla cruda. Nel Pd c’è una grande capacità di pensiero che potrà far rinascere Roma.

IL MODELLO ISPIRATORE
I sindaci a cui mi ispiro sono Argan, Petroselli, Vetere. Voglio una Roma capitale della cultura che investa anche in periferia.

LA GIUNTA
In un mondo ideale non sarei favorevole alle quote rosa. Ma ora servono, io voglio una giunta al 50% femminile.

I DISABILI
L’ho detto inizialmente molte settimane fa: desidero una città a misura di bambino. Le barriere architettoniche hanno addirittura impedito a Bernardo Bertolucci di entrare in Campidoglio per una cerimonia. Io credo che la Capitale meriti un’attenzione specifica per chi è colpito da una disabilità.

IL TRAFFICO
Un cantiere dove dovrebbe nascere lo svincolo che da Boccea porta direttamente a Casalotti  una zona molto popolata di Roma, dove il traffico, per qualche goccia di pioggia come oggi, si blocca. Il cantiere è stato aperto all’inizio campagna elettore ma i lavori sono stati avviati senza la preventiva e necessaria indagine archeologica. Appena gli archeologi hanno effettuato i rilievi, si è visto che qui c’è il basolato della via Cornelia e i lavori sono stati fermati. Oggi io sono qua e sono stati di nuovo avviati. Insomma, mi sembra uno spot elettorale di Alemanno, che i cittadini romani comprendono molto bene. Basta con gli inganni, c’e’ davvero da voltare pagina e iniziare a lavorare su Roma.

LE PERIFERIE
E’ evidente che le periferie di Roma, in questi cinque anni, sono state abbandonate, non e’ stato fatto assolutamente nulla contro il degrado. Da Casalotti a Corviale, da Tor bella Monaca a San Basilio, i residenti lamentano gli stesso problemi la viabilità è inesistente, l’illuminazione danneggiata o assente e ci sono situazioni limite come quella del residence ex Bastogi a Torrevecchia, dove non hanno neppure l’allaccio alla corrente. La condizione delle periferie romane dimostra la totale assenza della Giunta comunale che non ha mai preso in considerazione le condizioni della qualità della vita nelle periferie. Per le periferia, è necessaria una rigenerazione e riqualificazione non opere faraoniche e improbabili come la demolizione e ricostruzione.