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I cittadini pagano, il Comune inaugura. Lo ‘scippo’ del Parco Millevoi

I cittadini pagano, il Comune inaugura. Lo ‘scippo’ del Parco Millevoi
La denuncia dal IX municipio dove l’amministrazione Marino ha fatto chiudere il parco aperto dai residenti nella zona del Divino Amore anche prima della presa in consegna ufficiale da parte del Comune di Roma

I cittadini si rimboccano le maniche, aprono a spese proprie un’area verde per far giocare i bambini sotto casa ma poi interviene il Comune che vuole prendersene il merito: cancelli chiusi fino all’inaugurazione con le fasce tricolore a favore dei fotografi. La denuncia arriva dal IX municipio dove l’amministrazione ha fatto chiudere il Parco Andrea Millevoi.

LA STORIA.  Intitolato nel 2013 al sottotenente Andrea Millevoi scomparso nel 1993 durante la missione italiana a Mogadiscio, il parco è stato aperto in via Don Umberto Terenzi nella zona del Divino Amore a Roma anche prima della presa in consegna ufficiale da parte del Comune di Roma, grazie ad un accordo con le locali associazioni di quartiere e l’amministrazione comunale guidata da Gianni Alemanno.
Per ben due anni e mezzo il parco è stato fruibile e gestito dai cittadini che si sono anche caricati i costi dell’assicurazione, della manutenzione del verde, ricavandone però l’unico punto di riferimento dei bambini e delle famiglie di una vasta area periferica di Roma sud, che seppur distante solo qualche centinaio di metri dal raccordo anulare non ha nessun punto di aggregazione di questo tipo. Il Parco Andrea Millevoi era il primo parco della zona dove molti bambini del quartiere possono  giocare e divertirsi e molti anziani possono rilassarsi sulle panchine ricordando il sottotenente Millevoi nato proprio nella stessa zona.

“Il Municipio IX insieme all’amministrazione Marino – denunciano dal comitato di zona – hanno deciso di chiudere il Parco calpestando le esigenze di bambini e delle loro famiglie che vogliono solo usufruire di un luogo già pronto ad accoglierli anche a loro spese. I cittadini offrono la collaborazione all’amministrazione comunale, inadempiente su tutti i fronti, e ricevono solo porte in faccia. È’ questa l’amara e cruda verità che i residenti in Via Don Umberto Terenzi hanno scoperto in questi ultimi giorni”.

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