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Il cemento sulle terme romane. Un sacrificio al dio “shopping”

IL CASO. Un enorme centro commerciale che, partendo da via Due Macelli, arriverà ad affacciarsi, su via del Tritone conservando solo la facciata dell’originale edificio. La contropartita per la Soprintendenza un pavimento trasparente a piano terra per ammirare il sito archeologico delle Terme di Menenio Agrippa con tutto il sistema idraulico dell’acquedotto dell’Acqua Vergine. Lo denuncia Italia Nostra: “Un altro intervento che sconvolgerà i già compromessi equilibri del Centro storico”

Sta per arrivare nel Centro storico, con licenza del 22.02.2013, un enorme centro commerciale che, partendo da via Due Macelli, arriverà ad affacciarsi, con un largo fronte, su via del Tritone conservando, sembra, solo la facciata dell’originale edificio come quinta di teatro mentre l’interno è stato interamente demolito. Sono state portate alla luce le Terme di Menenio Agrippa con tutto il sistema idraulico dell’acquedotto dell’Acqua Vergine, già ben visibile a Via del Nazareno. Non è stato un ritrovamento fortuito, il sito archeologico di straordinaria valenza era ben noto alla Soprintendenza Archeologica.
Un pavimento trasparente a piano terra per ammirare il sito archeologico. “Un bel richiamo pubblicitario per i clienti del centro che saranno però, specie i giovani, molto più interessati agli acquisti – denuncia Italia Nostra – Come a via Giulia e in altri ben conosciuti siti archeologici sarà sempre più un affare proporre interventi che portino alla luce i reperti. Più saranno di valore più l’affare sarà proficuo e la Soprintendenza farà una bella e erudita pubblicazione. Perché il Mibac seguita a permettere questa ‘valorizzazione’?”.
All’associazione per la tutela del territorio risulta come nella Conferenza dei servizi sia  stato concesso un aumento di cubatura del 20% da aggiungere alle migliaia di metri cubi del complesso demolito. “Un altro intervento, dopo quello dell’Ara Pacis e dell’Unione Militare, che sconvolgerà i già compromessi equilibri storici-abitativi del Centro storico con una ulteriore grande attrattiva commerciale di cui non si aveva certo bisogno quando invece il centro sta perdendo man mano i suoi abitanti”.
Italia Nostra punta il dito contro la mancanza di tutela a cui dovrebbe essere soggetto il Centro storico di Roma. Il Piano regolatore nel 2008 ha cancellato la tutela della zona A, nel 2009 la Giunta Regionale ha completato l’opera decidendo nel Piano Paesaggistico di eliminare qualsiasi tutela. La mancanza di tutela è giustificata dal fatto che il Centro Storico di Roma è sito patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Ma l’Unesco, in realtà, non impone tutele ma solo linee guida non prescrittive”.