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Il Gazometro da gigante dell’energia a icona della cultura contemporanea

Il colosso d’acciaio diventa palcoscenico dell’estate romana. Dal 14 al 31 luglio, ai suoi piedi, il Teatro India ospita oltre 50 eventi e più di 100 artisti con il festival India Città Aperta

Il Gazometro da gigante dell’energia a icona della cultura contemporanea

C’è stato un tempo in cui il Gazometro alimentava Roma. Oggi continua a farlo, ma in una forma completamente diversa. Non più attraverso il gas che illuminava strade e abitazioni, bensì con l’energia della cultura, dello spettacolo e della creatività. È questa la straordinaria metamorfosi che ha fatto sì che uno dei simboli più affascinanti dell’architettura industriale italiana, si trasformasse in una delle cartoline più contemporanee della Capitale.

Chi passeggia lungo il Tevere non può fare a meno di alzare lo sguardo verso quella trama di ferro che, alta oltre novanta metri, domina l’orizzonte. Costruito tra il 1935 e il 1937 per ampliare gli impianti del gas dell’Ostiense, il Gazometro custodiva fino a 200 mila metri cubi di gas, prodotto dalla distillazione del carbone e, indispensabile, per alimentare abitazioni, negozi e illuminazione pubblica. Una gigantesca macchina che, grazie a un enorme cilindro mobile, regolava la pressione dell’intera rete urbana.

Il Gazometro da gigante dell’energia a icona della cultura contemporanea

Da fabbrica del gas a simbolo di rinascita

L’avvento del metano, tra gli anni sessanta e settanta, decretò la fine della sua funzione originaria. Quella che sembrava destinata a diventare una carcassa monumentale inutilizzabile ha invece saputo reinventarsi. Il Gazometro è entrato nell’immaginario collettivo, diventando scenario di film, serie televisive, campagne pubblicitarie e servizi fotografici.

Attorno alla sua silhouette è cresciuto un quartiere che ha saputo trasformare il proprio passato produttivo in una nuova identità fatta di innovazione, ricerca, università, arte e cultura. Una rigenerazione urbana che trova proprio nell’ex area industriale il suo manifesto più riuscito.

Il Gazometro da gigante dell’energia a icona della cultura contemporanea

Oltre cento artisti all’ombra del Gazometro

È in questo scenario che prende vita, dal 14 al 31 luglio, India Città Aperta, il festival promosso dalla Fondazione Teatro di Roma insieme a Dominio Pubblico ETS, destinato a trasformare gli spazi esterni del Teatro India in un laboratorio creativo aperto alla città.

Oltre 50 appuntamenti e più di 100 artisti daranno vita a un programma multidisciplinare che attraversa teatro, musica, danza contemporanea, performance, cinema, podcast, editoria, arti visive e incontri pubblici, con un’offerta pensata per coinvolgere spettatori di ogni età.

L’inaugurazione del 14 luglio sarà affidata, a ingresso gratuito nell’Arena del Teatro India, a Piotta, mentre nelle settimane successive saliranno sul palco protagonisti della scena nazionale come Elio Germano, Teho Teardo, Paola Minaccioni, Chiara Becchimanzi e Lorenzo Maragoni.

Il Gazometro da gigante dell’energia a icona della cultura contemporanea

La cultura restituisce nuova energia

Una particolare attenzione sarà riservata anche alle nuove generazioni, con installazioni, laboratori e spettacoli dedicati a bambini e famiglie nello spazio Canneto, mentre la danza contemporanea, per la prima volta, ha una sezione specifica curata da Lea Giamattei, direttrice artistica under 35 del Teatro di Roma.

Così il Gazometro continua a raccontare la propria storia senza rinnegare il passato. Dove un tempo scorrevano carbone, tubazioni e officine, oggi prendono forma spettacoli, concerti e idee. È il segno più evidente di una città capace di trasformare la storica struttura metallica in un luogo d’incontro, rendendo la memoria non un esercizio nostalgico, ma il motore di una nuova stagione culturale. All’ombra del gigante della cultura contemporanea, l’estate romana trova uno dei suoi palcoscenici più suggestivi.