“E’ del tutto scorretta e faziosa l’interpretazione data dal M5S a proposito della firma della loro lista da parte del sottoscritto – inizia così lo sfogo di Fabrizio Panecaldo, coordinatore della Maggioranza in Campidoglio – E non fa certo onore, anzi preoccupa, che si possa snaturare il pensiero altrui stravolgendolo per fini di parte, denotando nel migliore dei casi scarsa onestà intellettuale, se non politica. La sacrosanta norma di Delrio sulle aree metropolitane e sulla chiusura delle province non aveva considerato che una parte delle amministrazioni locali non era stata rinnovata negli ultimi anni e che in quelle il M5S non era perciò rappresentato. E’ del tutto evidente che in una fase costituente delle città metropolitane è giusto dare la possibilità a tutte le forze in campo di essere rappresentate. Contestualmente la mia scelta di sostenere il semplice diritto democratico di presentare la lista a un M5S in affanno – ma capace poi di raggiungere autonomamente il numero necessario di firme – e al tempo stesso spiegando che questo escludeva la condivisione o qualunque tipo di sostegno delle posizioni assunte dai Grillini riguardo la Città metropolitana. Come Partito Democratico ci siamo sempre battuti per la difesa di ogni spazio democratico, sia dei nostri sodali che dei nostri oppositori, perché questo è il seme della democrazia. Ma tant’è, questo non sembra essere entrato nella loro testa. Oggi non scomoderemo nessun filosofo illuminista, ma ben più prosaicamente riprenderemo l’adagio popolare che recita: “a lavare la testa dell’asino si perde il tempo, l’acqua e il sapone”.
Seguici su
Fabrizio Panecaldo, coordinatore della Maggioranza in Campidoglio dopo l’appoggio dato alla lista pentastellata in vista del consiglio metropolitano fa marcia indietro
