di Patrizio J. Macci
Una favola tenera ambientata nel romanissimo quartiere della Garbatella, questo è “Le ali della libertà” di Cristiano di Cosimo. Una storia di volo e di amicizia, pubblicata da Intermedia Edizioni, con chiari echi e contaminazioni da “Il Piccolo Principe”. Valerio è un passero ribelle, reo di aver trasgredito la legge confinato a vivere confinato nello spazio delimitato dai muri grigi delle palazzine. L’unico motivo di vita per lui è la pratica del volo.
Ma una novità irrompe nella sua vita, il passerotto Carl, uccello costretto a vivere in una gabbia, incapace di volare. Il loro rapporto si tramuta presto in una scuola di vita, tra cantine abitate da pipistrelli, gatti da nomi formidabili (Cat Stevens, gatto del Cimitero degli Inglesi), sconfinamenti mirabolanti in terre ignote.
Valerio mentre aiuta Carl a superare i pericoli e le prove della vita, si accorge che anche lui è costretto tra le sbarre della paura, la paura di non riuscire ad andare oltre la curva di quello che si vede.
Un libro in alcuni punti divertente e buffo, tanto da far sorridere il bambino che è in noi del quale non guasterebbe un adattamento solo per immagini. Illustratori capaci di far spiccare il volo ai colori cercasi.
