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Il Prefetto difende i poliziotti. “Ma quali violenze… siamo seri”

Il Prefetto difende i poliziotti. “Ma quali violenze… siamo seri”
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“Il corteo per la casa è stato un successo”. Giuseppe Pecoraro elogia gli agenti impeganti a presidiare il corteo di sabato scorso. E per gli scontri attacca i manifestanti: “Respinta la provocazione dei violenti”
Il Prefetto difende i poliziotti. “Ma quali violenze… siamo seri”
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“E’ stato un successo. E sfido chiunque a dimostrare il contrario”. E’ una difesa accorata quella che il Prefetto Giuseppe Pecoraro fa dei sui uomini impegnati nel servizio d’ordine durante il corteo per il diritto alla casa che si è svolto lo scorso sabato. Il responsabile delle forze dell’ordine della Capitale getta acqua sul fuoco delle  polemiche nate dopo gli scontri tra gli agenti di Polizia e i manifestanti.

“Non ci sono stati danneggiamenti significativi, abbiamo difeso i luoghi istituzionali, è stato consentito lo svolgimento della manifestazione, è stata contenuta e respinta la provocazione dei violenti evitando che la situazione degenerasse”. Il Prefetto usa queste parole in una intervista alla Repubblica in cui torna sulla questione del poliziotto che avrebbe calpestato la ragazza a terra: “Siamo seri – ha aggiunto – davvero vogliamo giudicare quello che è accaduto in piazza da quei fotogrammi? Perchè non ci chiediamo cosa è accaduto prima di quella carica? O perchè quell’artificiere si abbandoni ad un uso abnorme della forza?”.
“Io credo che se ci interroghiamo sul perchè quell’artificiere era dove non doveva stare – ha spiegato ancora Pecoraro – ci avviciniamo ad una soluzione”. Lo avrebbe fatto, ha detto ancora il Prefetto, “forse per dare una mano ai colleghi. Per la frenesia e la frustrazione di chi, improvvisamente, si sente bersaglio alla merce’ di chi, i manifestanti e’ chiamato a tutelare”.

Non si spengono invece le polemiche sulla dichiarazione del capo della polizia di Stato, Alessandro Pansa, che aveva apostrofato come “cretino” l’agente che aveva calpestato una manifestante. “Le parole possono piacere o non piacere – spiega il segretario nazionale dell’Associazione nazionale dei funzionari di polizia, Lorena La Spina – anche se siamo certi che valessero a qualificare nel merito un gesto sconsiderato e non certo la persona. Resta, pero’, un aspetto essenziale: in contesti simili, anche se caratterizzati da un’oggettiva criticita’, l’errore di uno compromette la bontà dell’operato di centinaia di poliziotti”

“Apprezziamo la decisione di chi ha sbagliato di presentarsi spontaneamente – continua La Spina – ma siamo convinti che la garanzia di trasparenza interna offerta nell’immediatezza dei fatti da parte del nostro vertice costituisca il segno di una polizia intrinsecamente moderna, civile e democratica, che ha il coraggio e la forza di guardare dentro se stessa, anche a fronte dei propri errori”.