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Il primo giorno del Consiglio regionale. Leodori eletto presidente, Storace è vice

Al via la prima assemblea del “dopo Fiorito”. La X legislatura si apre con l’investizione del consigliere del Partito Democratico. Nel primo intervento l’annuncio di una nuova stagione politica low cost. Il leader de “La Destra” alla vicepresidenza insieme a Valeriani. Grande attesa per la vera novità rappresentata dal Cinquestelle guidato da Davide Barillari

C’era una volta Franco Fiorito. Il Consiglio regionale del Lazio riparte praticamente da zero con la prima seduta della X Legislatura. Le prime decisione dell’aula hanno riguardato le cariche di presidenza e vicepresidenza.
Dopo una prima fumata nera, l’aula ha eletto il consigliere del Partito Democratico Daniele Leodori come nuovo presidente del Consiglio regionale del Lazio con 38 voti su 51. Eletti anche i vicepresidenti: Francesco Storace con 15 voti in rappresentanza delle minoranze, e Valeriani per la maggioranza, con 29 preferenze. I tre consiglieri segretari, sono Gianluca Quadrana e Maria Teresa Petrangolini per la maggioranza. Giuseppe Simeone (Pdl) è stato eletto per la minoranza con 12 voti. Nessun incarico per i rappresentanti del Movimento 5 Stelle.

 “Sarò il presidente di tutti – ha esordito il neoeletto presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori, durante il suo discorso in aula – verrò a lavoro con i miei mezzi come è giusto e normale che sia e come ha indicato anche il presidente Zingaretti nella prima riunione di Giunta”.
“Da oggi – ha aggiunto ancora – si apre un nuovo cammino di una nuova politica. Una politica low cost che esce dai palazzi e cammina con i cittadini”. “Non sarò un presidente arroccato nel palazzo, sarò un presidente concreto che farà del dialogo e del confronto un punto cardine”.
Nato a Roma il 10 novembre 1969, Daniele Leodori è il secondo presidente più giovane della storia del Consiglio, dopo Claudio Fazzone, eletto nel 2000 a 38 anni e mezzo. Cresciuto a Zagarolo, di cui fu eletto sindaco nel 2000 e nel 2005, Daniele Leodori è diventato consigliere regionale grazie a oltre 22mila preferenze ottenute nella lista del Partito democratico della circoscrizione provinciale di Roma, che lo hanno fatto risultare il più votato e, di conseguenza, indicato quale consigliere ‘anziano’ ha convocato e presieduto la prima seduta del Consiglio che lo ha confermato presidente. Daniele Leodori ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali: consigliere provinciale di Roma nel 2003 con l’amministrazione guidata da Enrico Gasbarra e nel 2008 con Nicola Zingaretti, ha ricoperto il ruolo di capogruppo del Partito democratico fino ad aprile 2011. Dal novembre del 2010 è anche segretario provinciale del Partito democratico a Roma.

A chiudere la prima mattina di lavori è stato il governatore Nicola Zingaretti che ha esordito salutando l’ex presidente Polverini: “Abbiamo alle spalle una campagna elettorale certamente intensa e per ceti versi dura, nella quale si sono confrontate visioni e proposte anche radicalmente diverse ma sempre con un limite per me invalicabile: avversari sì, nemici mai. Dobbiamo aprire una nuova fase storica nella quale la gestione del potere torna ad essere finalizzata esclusivamente all’affermazione del bene comune – ha continuato Zingaretti – il Consiglio regionale deve tornare ad essere la casa dei cittadini, aperto ai cittadini e trasparente, che metta al centro della sua azione il tema della sobrietà e della responsabilità.
Poi l’impegno per la trasparenza degli atti: “Attiveremo il Portale OpenLazio potenziando gli attuali strumenti, per distribuire e rendere pienamente utilizzabili i dati digitali ‘liberati’ dalla Regione. Sosterremo in ogni ambito l’utilizzo di software libero e open source. – ha aggiunto Zingaretti – Open Data, Open Sanità, Open Bilancio: su questo abbiamo assunto un impegno chiaro, e vogliamo andare fino in fondo.”
“Ritengo l’impegno per la sburocratizzazione urgente e prioritario in tutti i campi amministrativi – ha proseguito ancora il governatore – dall’urbanistica, all’ambiente, all’agricoltura, alle attività produttive. La Regione Lazio farà fino in fondo la sua parte perché questa terra non sia più additata a caso europeo e sottoposta a procedure sanzionatorie ma diventi un modello al quale guardare per la diffusione della raccolta differenziata, per la qualità e la sicurezza degli impianti e per l’avvio di quella filiera industriale del riuso e del riciclo capace di trasformare i rifiuti in risorsa. Noi lo faremo nell’ambito della nostra competenza, poi spetterà alle Province e ai Comuni, in particolare al Comune di Roma, fare la propria”.