di Alberto Berlini
La stessa Uefa lo ha scritto a caratteri cubitali: “History maker”, Totti fa la storia, ma c’è chi delle celebrazioni per il record del capitano giallorosso non ne vuole proprio sapere. E’ all’ombra del cupolone che si scatena il revisionismo: “Quel record è un falso storico”.
Ma andiamo per gradi onde garantire ai posteri la garanzia di una chiara pietra miliare nel calcio giocato europeo. 30 settembre 2014 Manchester, Inghilterra. All’Ethiad Stadium quando il cronometro segna il 23esimo minuto della partita “di andata” di Champions League tra Manchester City e Roma, Keita trova tra le linee Nainggolan, che serve Totti sul filo del fuorigioco. Tocco sotto, portiere beffato, 1 a 1 sul tabellino e il numero 10 giallorosso entra nella storia, almeno secondo il governo del calcio europeo. Francesco Totti con i suoi 38 anni compiuti da appena 3 giorni è il calciatore più anziano ad avere segnato nel campionato europeo per club, superando l’inglese Giggs, secondo con i suoi 37 anni e 290 giorni.
Passano neppure 24 ore e i fan delle statistiche, del valore dei numeri piuttosto che di quello del sudore e della polemica ad ogni costo gridano allo scandalo. “Magari, prima o poi, il record, quello vero, andrà a finire proprio nel suo palmares personale. Al momento, però, il traguardo raggiunto da Francesco Totti non è altro che un falso storico. Essere il calciatore più anziano ad aver segnato in Champions League non equivale a esserlo dell’intera storia della competizione. Dal 1955 al 1992 infatti, sotto il nome di “Coppa dei Campioni”, comunque riconosciuta dalla UEFA ecco scendere a cascata vincitori, vinti e…record! Si scopre così che l’ex storico calciatore del Real Madrid, Ferenc Puskas, segnò all’età di 38 anni e 170 giorni. Appuntamento quindi ad Aprile, se mai sarà, con il nuovo record.”
La provocazione rilanciata dal portale di informazione cittaceleste.it diventa subito popolare sui social e sui siti di riferimento dei tifosi laziali. Onore a Ferenc Puskás Biró considerato il migliore giocatore ungherese di sempre ed uno dei più dotati calciatori di ogni tempo, e a scanso di polemiche, ricordando che la FIFA ha istituito in suo onore un premio, i romanisti confidano che ad aprile il numero 10 giallorosso possa mettere a tacere gli oltranzisti della statistica, magari vincendo anche il Puskás Award, che viene assegnato al gol più bello dell’anno.










