E per l’opposizione il sondaggi è come una manna dal cielo. “Le bocciature per Zingaretti non finiscono mai. Come riporta un sondaggio Ipr Marketing il presidente della Regione Lazio perde consensi e scivola al penultimo posto nella classifica dei governatori italiani”. Lo dichiara, in una nota, Pietro Di Paolo, capogruppo Nuovo Centrodestra della Regione Lazio. “Un bel primato che non ci sorprende – aggiunge – anche i cittadini si sono accorti dell’inconcludenza di un presidente e di una giunta che possono vantare soltanto di aver fatto del Lazio la regione con le tasse più alte d’Italia. Il sodale di Zingaretti in Campidoglio, Marino, non va meglio nella graduatoria stilata da Ipr: la sinistra a Roma e nel Lazio sta clamorosamente fallendo”.
Sempre dal nuovo centrodestra, Daniele Sabatini: “Zingaretti in caduta libera nella graduatoria dei governatori italiani. Era inevitabile dopo quasi un anno di assoluto immobilismo e incapacità amministrativa e politica che hanno contraddistinto la giunta regionale e il suo presidente. E’ evidente la delusione dei cittadini che devono pagare tasse sempre più alte a fronte della più totale incertezza sul futuro: il passato è già stato giudicato con questo calo di consensi – conclude – con cui Zingaretti viene ripagato per non aver saputo affrontare le emergenze di questa regione, a partire da un’economia regionale che resta ferma e opere pubbliche che stentano a decollare”.
Per Roberto Cantiani, “Anche Ipr, come Datamedia, fotografa la bocciatura su tutta la linea del ciclista genovese. Lo certificano gli oltre 7 punti percentuali persi in sei mesi a causa delle sue scelte politiche nulle, inefficienti, irrispettose di una intera città. E sebbene ora la sinistra tenterà, impropriamente, di raccontarci che i sondaggi non fotografano il buco nero dove i romani hanno fatto piombare questa maggioranza inconsistente utilizzando improbabili conti da fanta matematica, consigliamo a Marino – conclude – di iniziare farsene a una ragione: la sua inadeguatezza è lampante e i romani lo vogliono a casa”.
Giovani Quarzo punta sulla metafora: “I numeri di Jerry Lewis? 6 mesi e meno 7 per cento di consenso. Il sindaco in bici è in caduta libera – come peraltro lo è anche Zingaretti – evidentemente i romani non sono poi così convinti che fingere di chiudere una strada o comprare mille bici invece di lavorare sul tpl, le infrastrutture, lo sviluppo, la crescita, la pulizia, la sicurezza sia il miglior modo per governare la capitale d’italia. Suona la sveglia Marino, inizi a fare i bagagli”.
Il paradosso di Flaiano è la tecnica usata da Sveva Belviso: “Il brusco calo di consenso registrato da Ignazio Marino secondo il sondaggio Sole 24 Ore-Ipr è solo la punta dell’iceberg rispetto al cedimento strutturale di Marino e della sua amministrazione, che a nostro avviso il sondaggio coglie non completamente. Ormai a Roma si naviga a vista, nella più totale confusione. Per dirla con Flaiano, ormai a Marino l’insuccesso ha dato alla testa”.
“Ricalcando il titolo di un noto film comico, il sindaco Marino perde 7 punti in 7 mesi secondo l’indagine di Ipr sul gradimento degli amministratori locali, un calo di consenso mai registrato prima in quello che dovrebbe essere il periodo di luna di miele con la città che si governa”. E’ quanto dichiara, in una nota, Dario Rossin, segretario d’aula dell’Assemblea capitolina. “Qui, a differenza della pellicola – aggiunge – c’è ben poco da ridere per Roma e i suoi cittadini, alla luce dello sconforto che ormai sta conquistando giorno dopo giorno anche quei romani, già ben pochi tra gli aventi diritto al voto, che gli avevano concesso fiducia. D’altronde le condizioni della Capitale sono pessime, degrado e illegalità dilagano, i trasporti pubblici e le stazioni della metropolitana sono in condizioni inaccettabili, rom e senzatetto fanno i propri comodi indisturbati e crescono ovunque gli accampamenti abusivi, i rapporti con le categorie sono ai ferri corti. Tutto questo in soli sette mesi. Un bel traguardo per il sindaco ciclista ormai con le gomme a terra”.
Sul lieve calo di Nizola Zingaretti interviene Mario Abbruzzese, vice presidente della commissione Sviluppo Economico, Lavoro e PMI: “L’indagine condotta dal quotidiano il “Sole 24 Ore” sul grado di apprezzamento da parte dei cittadini sui presidenti delle Regione d’Italia, rappresenta una cartina tornasole sull’operato del governatore del Lazio. Nicola Zingaretti, infatti, nella speciale classifica è relegato al 16mo posto e prede tre punti percentuali rispetto alla data della sua elezione. Credo che tutto ciò sia emblematico. A meno di un anno dalla sua elezione Zingaretti ha perso buona parte della fiducia, 3 punti in percentuale in meno di un anno deve indurre a riflettere, da parte dei cittadini del Lazio. Credo che le cause siano sotto gli occhi di tutti: una politica incentrata solamente su annunci ed interventi spot che non si sono mai tramutati in qualcosa di concreto. Il governatore non sta gestendo alcun processo amministrativo, li sta subendo e cerca di esorcizzarli con annunci di svolte epocali, ma
assolutamente prive di contenuti. Questo sta determinando il fallimento della sua gestione politica dell’ente regionale, che al momento ha prodotto scarsi risultati soprattutto nei settori cardine della nostra regione: la sanità, il lavoro e la crescita economica. L’unica nota positiva è che gli elettori se ne stanno rendendo conto, addirittura troppo presto rispetto a quanto era lecito supporre”.
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