di Valentina Renzopaoli
I colori sono così intensi da apparire quasi irreali, le linee, le curve, i piani si sovrappongono e si intersecano, le composizioni e le geometrie sono costruite sulla luce. Uno stile inconfondibile quello di Franco Fontana, classe 1933, fotografo conosciuto in tutto il mondo per i suoi paesaggi che diventano corpi e per l’uso iperreale del colore. Da oggi al prossimo 11 gennaio le sale di Palazzo Incontro in via dei Prefetti, ospita la prima completa retrospettiva dell’artista modenese. Centotrenta fotografie che raccontano le tappe più importanti della sua carriera e la sua evoluzione artistica.
Dall’esordio negli anni Sessanta, in quella Modena culturalmente vivace animata da un gruppo di artisti di matrice concettuale come Franco Vaccari, Claudio Parmeggiani, Luigi Ghirri e Franco Guerzoni. Fontana si distingue subito per la scelta all’epoca controcorrente di schierarsi con convinzione a favore dell’uso del colore rendendolo protagonista, impiegato in modo non descrittivo e antinaturalistico. Il paesaggio, nella sua versione quasi metafisica, viene messo in posa. Il suo occhio ne sceglie il lato migliore con la consapevolezza che la fotografia, con il suo tempo di posa, gli obiettivi e i diaframmi, vede il mondo diversamente dall’occhio umano. “Fotografare è un atto di conoscenza: è possedere” spiega Franco Fontana. “Quello che si fotografa non sono immagini ma è una riproduzione di noi stessi. Il fotografo si dissolve nelle sue fotografie, si annulla sempre davanti al soggetto che ritrae”.
Nelle immagini di Fontana ka composizione è semplificata, la luce appiattisce i volumi e le proporzioni che diventano spesso impossibili, in un gioco di superfici e campiture da cui è escluso l’uomo. Non solo pianure, colline, campi e nuvole: anche il mare è un elemento ricorrente, nella sua contrapposizione o continuità cromatica con il cielo.
Inizialmente deserti, i paesaggi progressivamente si popolano della presenza umana, prima sotto forma di ombre e poi della figura vera e propria. Lo si vede nelle serie dedicate ai numerosi viaggi negli Stati Uniti, e poi dal 1984 nella serie Piscine, dove la sinuosità dei corpi femminili emerge dall’azzurro delle vasche. Ma anche nei Paesaggi Immaginari dove l’uomo sembra esistere solo in proiezione, sottoforma di ombra isolata dai paesaggi urbani multicolore.
La mostra si può visitare dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19, il biglietto costa 8 euro.
