Non soltanto un’ambitissima meta esotica, l’Indonesia, che dista oltre 10mila chilometri dal nostro Paese, guarda all’Italia con grande interesse specie in settori come la moda e le forniture tecnologiche, e nel cuore della notte si sveglia per collegarsi con l’Olimpico
di Marcello Aranci
La sede dell’ambasciata a due passi da Via Veneto riproduce fedelmente il clima balinese con una grande sobrietà ed un perfetto equilibrio degli spazi. Il padrone di casa August Parengkuan, Ambasciatore della Repubblica Indonesiana, non è un diplomatico di professione, ma uno dei più celebri giornalisti del sud est asiatico. Un uomo abituato più alla sostanza delle cose che non alle cerimonie e racconta ad affaritaliani.it la responsabilità della missione e una profonda passione per Roma.
“Roma è il traguardo di ogni diplomatico, ma anche di ogni uomo di cultura – comincia così il suo racconto – Qui dietro ogni sasso, ogni angolo, c’è una storia, un storia che si mischia nei profumi e nei sapori dei cibi e che diventa passione nei racconti delle persone”. Un passione ai dettagli, quegli stessi dettagli che diventano importanti e danno il senso della storia.
“Sono solo pochi mesi che sono a Roma e vi confesso che non mi sento straniero. Credo che gli stranieri considerino Roma più internazionale di quanto non la considerino i romani stessi. Non è solo ospitale, ma è accogliente, ti fa sentire a casa eppure ci separano oltre 10.000 chilometri e oltre 16 ore di volo, ma c’è qualcosa, forse nella serenità stessa dei romani, che ci rende simili. Io qui vedo gli stessi sorrisi cordiali e calorosi della mia gente. Chi ha avuto la fortuna di venire nel mio Paese sicuramente condividerà l’idea che c’è una profonda similitudine nel calore delle persone.”
Italia e Indonesia sono nazioni profondamente diverse e quasi agli antipodi, ma probabilmente in un mondo sempre più globalizzato possono trovare reciproche utilità. “L’Indonesia è una Nazione composta su un arcipelago di circa 17.500 isole, abitate da 240 milioni di abitanti, che cresce e al ritmo di oltre il 6% annuo. Il nostro obbiettivo – continua August Parengkuan – è arrivare ad essere la decima economia mondiale nei prossimi 12 anni. Siamo un Paese che ha bisogno di molte cose e parecchio di quello che cerchiamo lo potremmo trovare in Italia. L’Italia ha know how ed esperienze tali da poter essere collocati benissimo nel nostro Paese”.
Una nazione ricca quella balinese, anche di materie prime: “Abbiamo prodotti petroliferi, minerari e del gas naturale, così come quelli dell’industria tessile, che hanno un peso rilevantissimo nelle nostre esportazioni. E poi – prosegue l’ambasciatore balinese – anche i nostri prodotti agricoli non sono da meno: grazie a olio di palma, riso, tè, caffé, spezie e gomma, la nostra bilancia commerciale globale vale oltre 140 miliardi di dollari e nel 2005 abbiamo addirittura avuto un surplus commerciale”.
L’Indonesia è una nazione che ha quasi gli stessi abitanti dell’Europa, ufficialmente una Repubblica Islamica, il dialogo interreligioso è molto forte ed i rapporti tra le comunità sono pacifici. “Probabilmente proprio questa grande capacità di dialogo è per noi una risorsa che ci aiuta a tenere insieme un Paese dove le anime religiose sono comunque molto differenti” confida August Parengkuan. Gli scambi tra Italia e Indonesia sono in crescendo, si è conclusa due giorni fa a Giacarta una missione diplomatica che vedeva partecipare ben 57 imprese italiane, otto gruppi bancari e dieci associazioni imprenditoriali: “Siamo un opportunità per gli investitori stranieri, abbiamo una crescita che è tra le migliori dell’area, una stabilità di governo che ci rende interlocutori affidabili, un territorio accogliente che chiede investimenti infrastrutturali, insomma siamo un partner ideale specie per gli investitori italiani.”
“L’Italia è per noi oggetto di grandissimo interesse, in tanti settori, dalla moda, alle forniture militari per finire al calcio. Milioni di persone in Indonesia seguono le partite e le squadre italiane e ho addirittura amici che mi chiamano quando nel nostro Paese è notte fonda perché magari seguono il derby”. Ma alla domanda se tifa Roma o Lazio risponde sorridente e con moltissima diplomazia: “Amo il bel calcio”.


