Tra scambi di accuse tra esponenti del partito provinciale e quello romano – accusato di aver cambiato le carte in tavola a poche ore dalla chiusura delle liste – il segretario regionale Fabio Melilli è riuscito a far votare all’unanimità (in una sala ormai semivuota) la lista dei candidati al consiglio della Città Metropolitana.
Il dibattito a Sant’Andrea delle Fratte è durato quasi tre ore, ma di politica si è parlato davvero poco. A far da padrone sono state le solite beghe tra cordate e gruppi, un surreale dibattito tra chi dovrà essere il vicesindaco di Ignazio Marino – che sarà automaticamente sindaco della Città Metropolitana e deciderà lui chi avere come vice – e la suddetta spaccatura tra il Pd romano e quello provinciale dovuta a due nomi di troppo inseriti nella lista dal partito capitolino, che – oltretutto – non ha candidato donne, “costringendo” le federazioni dell’hinterland a riequilibrare le quote rosa.
Sul vicesindaco del nuovo ente (del quale si parla poco anche perché non ne sono ancora chiare le competenze) i nomi dei “papabili” sarebbero Gianni Paris, che pare sia stato già indicato dallo stesso Ignazio Marino e Mirko Coratti, presidente dell’Aula Giulio Cesare. Ma anche su questo c’è tensione tra gli esponenti romani e quelli provinciali, che rivendicano l’incarico per riequilibrare una governance che in caso contrario sarebbe troppo squilibrata sugli interessi di Roma. Oggettivamente, in altre zone d’Italia si sta procedendo in questo modo per cercare di rappresentare tutti i territori. Il nome sponsorizzato dai comuni minori sarebbe quello di Mauro Alessandri, sindaco di Monterotondo.
Alla fine, dopo una serie di interventi al veleno, la situazione si è sbloccata grazie al passo indietro di Rocco Maugliani, segretario provinciale, che ha cancellato due nomi della propria federazione (Francesca Marelli e Annamaria Perinelli). Si è chiusa quindi una lista con otto candidati di Roma e sedici della provincia (il voto di ogni consigliere comunale capitolino peserà molto di più di quelli dei colleghi degli altri comuni). Anche sul posizionamento si è acceso uno scontro, dato che gli aspiranti vicesindaco volevano la “benedizione” rappresentata dal ruolo di capolista. Su questo punto c’è voluta una tragicomica “pezza” di Melilli che ha deciso che la lista sarà presentata con i candidati in ordine alfabetico inserendo prima tutte le donne e poi gli uomini.
Per la cronaca (e per i pochi addetti ai lavori, interessati o feticisti dell’argomento) ecco la lista votata dalla direzione del PD Lazio: Alessia Biocco, Chiara Cacciotti, Michela Califano, Svetlana Celli, Daniela Dominici, Romina Luciani, Mariastella Ziantoni, Mauro Alessandri, Federico Ascani, Pasquale Boccia, Massimiliano Borelli, Nicola Burrini, Alessio Chiavetta, Mirko Coratti, Orlando Corsetti, Roberto Leoni, Dario Nanni, Marco Palumbo, Giovanni Paris, Pierpaolo Pedetti, Fulvio Proietti, Fausto Servadio, Danilo Sordi, Antonio Stampete.
La ricostruzione è stata del giornale ilquotidianoitaliano.it
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