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Italiani pazzi per il menage a trois. Quasi l’80% crede e poi si confessa

Primi al mondo “per il letto a tre piazze” secondo una ricerca su un sito specializzato in tradimenti. Lo psicologo: “C’è una maggiore indulgenza a concedersi una po’ di libertà sessuale”. E il 25% dei “devoti” dopo corre dal prete a raccontare

Menage a trois per rimanere nell’ambito classico; threesome per i patiti della modernità: confessato persino al parroco, anche se non è considerato un atto sacrilego. Insomma, in materia di tradimento, gli italiani si prendono due record: sono i primi al mondo per numero di raporti a tre consumati sotto le lenzuola e ciascuno dei traditori si è riscritto le regole della dottrina cattolica a modo suo.
A svelare l’ultima follia in fatto di trasgressione sessuale, anzi, di tradimento vero e proprio, è lo studio Faith&Passion: Impact of Religion on Infidelity, realizzato su un camopione di 100 mila utenti di 37 diversi Paesi che, spinti da curiosità o “voglia” navigano sul sito specializzato in incontri ashleymadison. Amanti dei letti a tre piazze, gli young adults tricolore primeggiano a livello globale in fatto di speciali ménage col 36%, seguiti da brasiliani (33%) e greci (32%). Non delude la controparte femminile: le donne, col 33%, sono seconde solo alle discendenti di Afrodite (38%), ma precedono addirittura le passionali brasiliane (28%).
E se i viveur del Belpaese sono, dati alla mano, i più spregiudicati sotto le lenzuola, essi non rinnegano affatto l’educazione cattolica. Dallo studio, che approfondisce il delicato equilibrio tra credo e sessualità, emerge infatti che il 78% degli uomini e il 78,9% delle donne nello stivale si professa fedele a Santa Romana Chiesa e osserva con regolarità le pratiche religiose. Più trasgressivi e più devoti sono soprattutto gli uomini italiani che pregano in percentuale maggiore rispetto a tutti gli altri: il 42% rispetto a una media globale maschile del 25,45%.
“A differenza di quello che comunemente si pensa, nelle nazioni di grande tradizione cattolica come l’Italia o i Paesi del Sud America – spiega il Dr. Eric Anderson, sessuologo e Chief Science Officer di AshleyMadison.com –  c’è una maggiore indulgenza a concedersi una certa libertà sessuale”.
In altre parole una “sacrosanta” libidine. Talmente consapevole da non essere nemmeno considerata un peccato, così come il tradimento. Un italiano (54%) e un’italiana (45%) su due, infatti, dichiarano candidamente di non pensare all’adulterio come a un atto sacrilego e soltanto il 19% degli uomini e il 15% delle donne confessa le proprie scappatelle. A chi? Ovviamente al prete, custode dei misfatti a luci rosse per il 25% dei fedeli nostrani, contro una media globale del 18%.