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Iva Zanicchi manda Mediaset a quel paese: Ok, il “vaffa” è giusto. Addio al bon ton berlusconiano

Iva Zanicchi contesta in diretta a Domenica In il suo mancato coinvolgimento nel ritorno di Ok, il prezzo è giusto. Una sfuriata che riporta alla memoria il suo lungo rapporto con Mediaset e la sua esperienza politica nelle file di Forza Italia, fino alla vicepresidenza di una commissione del Parlamento europeo.

Iva Zanicchi manda Mediaset a quel paese: Ok, il “vaffa” è giusto. Addio al bon ton berlusconiano

L’Aquila di Ligonchio esplode per il ritorno di Ok, il prezzo è giusto condotto da Ilary Blasi. Undici anni di conduzione e neppure una telefonata. E l’ex eurodeputata di Forza Italia presenta il conto alla televisione della famiglia Berlusconi

C’è chi cambia casacca politica, chi cambia rete televisiva e chi, più semplicemente, manda tutti a quel paese. Iva Zanicchi, 86 anni e una proverbiale allergia ai giri di parole, ha scelto la terza strada. E lo ha fatto su Rai 1, nel salotto di Domenica In, regalando a Mara Venier uno di quei momenti che fanno la felicità degli autori televisivi e probabilmente un po’ meno quella degli uffici comunicazione di Cologno Monzese.

Il casus belli? Il ritorno di Ok, il prezzo è giusto, lo storico programma che Mediaset si prepara a riproporre con Ilary Blasi. Una notizia che dovrebbe suscitare soltanto nostalgia e buoni sentimenti. Invece ha risvegliato nell’Aquila di Ligonchio un antico istinto: quello di presentare il conto. E, possibilmente, senza concedere sconti.

Ilary Blasi promossa, Mediaset (ri)mandata…

A innescare la miccia è stata Mara Venier, che ha ricordato alla sua ospite il prossimo ritorno del programma. Zanicchi ha inizialmente sfoderato il repertorio diplomatico: complimenti a Ilary Blasi, auguri di successo, ricordi affettuosi di una trasmissione condotta per undici anni. Poi è arrivata la stoccata: «Avrei preteso che Mediaset facesse una telefonatina a Iva Zanicchi. Ma andate affanculo, va!».

Sipario. Applausi. Mara Venier piegata dalle risate, con la premura di precisare che la responsabilità delle parole spettava interamente all’ospite. Una precisazione comprensibile: in Rai si possono ospitare le cannonate, purché il cannone risulti intestato a qualcun altro.

D’altra parte, la richiesta di Zanicchi non sembrava particolarmente impegnativa. Non pretendeva una villa ad Arcore, un posto nel consiglio d’amministrazione o una statua davanti agli studi televisivi. Soltanto una telefonata. Magari anche un messaggino: «Cara Iva, rifacciamo il programma, grazie di tutto». Il minimo sindacale della riconoscenza televisiva.

Invece niente. E così il prezzo, questa volta, non è risultato giusto.

Da Silvio Berlusconi a Bruxelles: quando Iva scese in politica

La faccenda assume un sapore ancora più gustoso ricordando che Zanicchi non è stata soltanto una delle colonne dell’intrattenimento Mediaset. È stata anche una protagonista della stagione politica berlusconiana.

Il suo percorso comincia nel 1999, con una candidatura alle europee nelle liste di Forza Italia. Ci riprova nel 2004 e nel 2008 approda finalmente al Parlamento europeo, subentrando a Mario Mantovani. Nel 2009 conquista la rielezione con il Popolo della Libertà, aderisce al gruppo del Partito Popolare Europeo e arriva a ricoprire la vicepresidenza della Commissione per lo sviluppo.

Non soltanto canzonette, dunque: a Bruxelles e Strasburgo si occupa anche di cooperazione internazionale, sviluppo, cultura e questioni legate ai diritti d’autore. Una carriera istituzionale proseguita fino al 2014, quando la mancata rielezione segna la conclusione della sua esperienza parlamentare. Un impegno politico autentico, per quanto vissuto con il temperamento di chi è più abituata a conquistare platee che a interpretare i bizantinismi delle istituzioni europee. La cantante ha successivamente raccontato la propria disillusione, definendo addirittura l’esperienza politica uno dei suoi maggiori errori. Una confessione che suona come il bilancio amaro di una stagione iniziata sotto il segno dell’entusiasmo berlusconiano.

Da Silvio a Pier Silvio, il prezzo della riconoscenza

Ed è qui che la sceneggiatura diventa irresistibile. Perché Zanicchi è stata una voce della televisione commerciale costruita da Silvio Berlusconi, ma anche una rappresentante politica del suo partito. Una doppia appartenenza, artistica e istituzionale, che rende la sfuriata particolarmente significativa sul piano simbolico. Naturalmente non si tratta di una rottura politica con Forza Italia, né di una dichiarazione di guerra personale a Pier Silvio Berlusconi. La cantante ha contestato una mancanza di riguardo professionale, senza risparmiare il linguaggio.

Ma l’immagine resta formidabile: l’ex eurodeputata berlusconiana che, dagli studi della Rai, manda a quel paese la televisione della famiglia Berlusconi. Altro che commissioni parlamentari, risoluzioni europee e dichiarazioni di voto. A volte basta una domenica pomeriggio per formulare una mozione di sfiducia assai più comprensibile al grande pubblico.

E c’è anche una piccola lezione sul funzionamento della televisione italiana. Si celebrano continuamente i grandi protagonisti del passato, si confezionano speciali nostalgici, si riesumano sigle, scenografie e format. Poi, quando arriva il momento di avvertire chi quei programmi li ha trasformati in successi popolari, evidentemente il credito telefonico scarseggia.

L’Aquila di Ligonchio non ha bisogno del telecomando

Tre Festival di Sanremo vinti, decenni di carriera, migliaia di puntate televisive e un passaggio al Parlamento europeo: Iva Zanicchi appartiene a quella categoria di personaggi che possono permettersi di non chiedere il permesso prima di parlare. Nell’epoca della televisione levigata, dei comunicati concordati e delle polemiche accuratamente amministrate dagli uffici stampa, arriva una signora di 86 anni e manda all’aria il cerimoniale con una frase da osteria emiliana.

Ilary Blasi può stare tranquilla: non era lei il bersaglio. Il problema, per Iva, non è chi presenterà il nuovo programma, ma chi ha dimenticato di alzare il telefono. Nel vecchio Ok, il prezzo è giusto bisognava indovinare il valore della merce senza superarlo. Stavolta la Zanicchi ha stabilito personalmente il valore della riconoscenza: una telefonata. Mediaset, a quanto pare, ha offerto zero. E la cantante ha fatto capire, in perfetto italiano televisivo, cosa pensa dell’offerta.

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