di Claudio Roma
Trecentotrentamila euro, un piccolo tesoretto che in questi tempi di dieta dimagrante stretta farebbero comodo a chiunque, tanto più ad un soggetto come l’Ater, l’ente che gestisce il patrimonio immobiliare pubblico della provincia di Roma, da sempre alle prese con la mancanza di soldi per la manutenzione delle migliaia di appartamenti assegnati tramite bandi pubblici, con l’ormai cronica emergenza della morosità degli assegnatari e con il fenomeno delle occupazioni abusive.
I trecentrentamila euro sono pronti, custoditi in un apposito conto in banca, in attesa di essere consegnati, eppure nessuno li richiede. La denuncia arriva da Armando Iannilli, storico presidente delle cooperative truffate nello scandalo Coop Casa Lazio, che dopo nove anni di battaglie legali e non solo, è riuscito a far assegnare seicentocinquanta alloggi ai soci che, all’epoca della megatruffa milionaria magistralmente orchestrata da Emilio Francesco Falco, rimasero senza un tetto e con i sogni di una vita infranti.
Centocinquanta di queste case sono state costruite nella zona di Monte Stallonara. Siamo nel quadrante sud ovest della città, tra Ponte Galeria e via della Pisana, un chilometro scarso dalla sede della Regione Lazio di via della Pisana. Le abitazioni, finanziate dall’Ater con sedici milioni di euro e dalla Regione Lazio con altri cinque a fondo perduto, sono state consegnate lo scorso agosto e da allora gli assegnatari del canone di affitto venticinquennale pagano puntualmente un importo mensile medio di circa cinquecento euro. Soldi che dovrebbero finire nelle casse proprio dell’Ater che però pare si sia completamente scordata dell’operazione.

“La cooperativa della zona di Monte Stallonara sta riscuotendo mensilmente il canone di affitto dei soci ma non abbiamo un referente a cui versare i soldi. L’Ater è praticamente scomparsa e nessuno si fa sentire. Questi soldi potrebbero essere utilissimi, potrebbero essere infatti reinvestiti dall’Ater o dalla Regione stessa per finanziare la realizzazione di altri alloggi di edilizia residenziale pubblica”, spiega Armando Iannilli. Commissariata dal settembre del 2010, l’Ater della Provincia di Roma è in attesa della nomina di nuovo gruppo dirigente. Ma non si spiega come mai nel frattempo la macchina amministrativa non abbia continuato ad espletare le pratiche rimaste in sospeso. E a richiedere il versamento delle somme che gli spettano.
“Il mio è un appello è rivolto alla nuova amministrazione regionale affinché si occupi di questa vicenda visto che ci sono ancora trecentocinquanta famiglie truffate che aspettano il loro alloggio” aggiunge Iannilli.
La vicenda della truffa Coop Casa Lazio scoppia alla fine del 2003: l’inchiesta parte dalla denuncia delle 371 famiglie socie delle Coop Cynthia e Palocco che, dopo aver sborsato fino a 400-500 milioni e dopo anni di attesa si accorgono di essere stati raggirati. Lo scandalo si allarga fino a coinvolgere più di trenta cooperative dell’area sud di Roma e oltre duemila famiglie. L’uomo dello scandalo è Emilio Francesco Falco che guida il Consorzio Coop Casa Lazio, arrestato nel 2004 con l’accusa di aver distratto fondi, mediante un sistema di scatole cinesi e funzionari compiacenti.
