di Fabio Carosi
Metà della giornata si chiede cosa fanno gli italiani; l’altra metà la passa a studiare come consegnar loro i messaggi. Ex sondaggista di fiducia di Silvio Berlusconi e inventore del Patto con gli italiani, Luigi Crespi rompe il silenzio dei sondaggi, non per dare i numeri che tutti vorrebbero ma per dire che le doppie cifre e le percentuali che mezza Italia si contende sono “campate in aria”.
Allora Crespi, lei è sicuro che i sondaggi degli ultimi giorni siano poco affidabili?
“Danno veramente i numeri. Esiste un reale problema di interpretazione dovuto al fenomeno Grillo che crea difficoltà strutturali”.
Si può spiegare meglio?
“Le faccio un esempio. In Sicilia la protesta si pensava che finisse per canalizzarsi nel Cinque Stelle, invece si è trasformata nel “non voto”. Prima era più facile fotografare la realtà: c’era il un meccanismo bipolare di contrapposizione, sinistra contro destra e viceversa, oppure all’epoca della Dc il cosiddetto “voto di vergogna”, cioé molti non dichiaravano cosa facevano e poi votavano Dc. E’ accaduto anche per Berlusconi”.
E ora invece?
“Ora invece siamo di fronte al voto “di vendetta” contro un’intera classe politica. Ed è un’intenzione che non viene dichiarato. Non solo. Se facciamo mille telefonate abbiamo una situazione diversa da nord a sud. A Bolzano la pensano in un modo a Cefalù in un altro. Se poi interroghiamo il mondo di internet, esce un’altra Italia. La realtà è che abbiamo una oggettiva difficoltà di campionatura”.

Crespi, allora qual è l’immagine che danno i cittadini “sondaggiati”?
“E’ un mostro a 100 teste. Ricorda l’effetto marmellata di Pasolini. Ecco, se si vuol capire costa stiamo vivendo bisogna rileggere Pasolini e la devastazione del Palazzo. Ma anche De Sade potrebbe andare bene”.
Vuol dire che siamo sadici?
“Più masochisti. Prendiamo uno come Giannino. Dopo aver detto quelle bugie una persona normale si rinchiuderebbe in casa. Lui invece va nel salotto di Daria Bignardi. Questo significa che in Italia ciò che uccide è l’anonimato e che la politica vive in un mondo a parte”.
Sembra un disturbo psicologico…
“E’ una sindrome drammatica per cui Monti vive a casa di Monti e quindi manda un messaggio come “sacrifici e riforme”. Ma che messaggio è? E chi chiamerebbe un cane “empty”? La verità è che tutti i politici soffrono di una sindrome neuropatica con disturbi del comportamento. Traduco meglio: vivono fuori dalla realtà”.
Anche Grillo e Berlusconi?
“Anche e anche Fini. L’unica differenza è che il comico ha sfiorato quelli che saranno i temi del futuro per ora ne ha parlato senza una prospettiva. Votare per lui significa rispondere all’invito di mandare affanculo un’intera classe politica”.
Chi vince?
……..
Domanda di riserva: Chi perde?
“Le rispondo in altro modo: questa sarà una tornata elettorale tra passato e futuro. Tra due mesi il mondo sarà cambiato: avremo un altro Papa, un presidente della Repubblica forse donna e un nuovo presidente del Consiglio. Non siamo ancora fuori dal baratro ma il peggio è passato. E la prossima legislatura non dura certo cinque anni”.
