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La A24 a pagamento. La rivolta è bipartisan

Da metà 2014 i romani dovranno mettere mano al portafogli per percorrere i 15 chilometri che separano il cimitero del Verano da Lunghezza. Un sistema elettronico invierà ogni mese a casa degli interessati la fattura con il conto del pedaggio

Per una volta sono tutti d’accordo nel bocciare la proposta di far diventare a pagamento il tratto urbano dell’autostrada A24. L’annuncio dell’ingegnere Igino Lai, direttore generale di Autostrade dei Parchi ha scatenato le reazioni degli opposti partiti politci, che pur rimpallandosi le responsabilità sono concordi nell’opporsi a far mettere ai romani mano al portafogli per percorrere i 15 chilometri che separano il cimitero del Verano da Lunghezza.
Nelle intenzioni della società che gestisce l’autostrada, terminati i lavori in corso per complanari e terza corsia, si procederà ad installare un sistema elettronico che consentirà di rilevare le targhe dei veicoli e inviare ogni mese a casa degli interessati la fattura con il conto del pedaggio.

“È già una vergogna che per uscire dal Gra sulla A24 a Settecamini, Ponte di Nona e Lunghezza, i romani debbano pagare un pedaggio – commenta Alessandro Onorato, capigruppo della Lista Marchini in Assemblea capitolina – Sarebbe un precedente inaccettabile, e un ulteriore danno per quei quadranti che già soffrono la carenza dei servizi e delle infrastrutture, rendere a pagamento anche il tratto interno al Gra della Roma-L’Aquila. Invitiamo quindi il Sindaco Marino ad opporsi con fermezza a questa ipotesi, e già da adesso siamo pronti a fare una battaglia per evitare l’ennesima mazzata per i cittadini romani”.