Non usa mezzi toni il segretario generale Cgil di Roma e Lazio, Claudio Di Berardino: “La crisi non é finita. Nel Lazio è arrivata dopo ma ora è nella sua massima profondità determinando l’abbassamento della qualità della vita delle persone”.

Dal 2009 ad oggi ammonta ad oltre 5 miliardi la perdita complessiva di reddito tra i lavoratori e le lavoratrici del Lazio. I dati li fornisce la Cgil menttendo insieme i lavoratori in cassa integrazione, i licenziati, i lavoratori in mobilità, il blocco dei contratti nel pubblico impiego, l’assenza di contrattazione di secondo livello, i contratti di lavoro rinnovati spesso al di sotto dell’inflazione. “L’aumento esponenziale degli sfratti è una conseguenza ovvia dell’impatto della crisi – ha spiegato Di Berardino – sul reddito delle famiglie italiane: negli ultimi 5 anni a Roma sono stati emessi 6.686 sfratti di cui 5.330 per morosità”.
La soluzione: la vendita del patrimonio pubblico. “Diciamo subito alla Regione – tuona Di Bernardino – che non siamo disponibili a condividere l’aumento dell’addizionale Irpef”. Mancano inoltre le risorse per la Cassa integrazione in deroga per cui servono oltre 100 milioni di euro tutelare i lavoratori.
Dal sindacato arriva anche la proposta di un piano per il lavoro che sarà al centro della quinta edizione della festa della Cgil di Roma e Lazio che si svolgerà dal 2 al 7 settembre e avrà la sua serata conclusiva al teatro Tendastrisce con il segretario generale Susanna Camusso. “Bisogna definire nel Lazio un piano per il lavoro perchè o si riparte dal lavoro o dalla crisi non si esce – ha concluso Di Berardino – è fondamentale rimettere al centro temi come la scuola, la formazione, i diritti, la sanità, lo stato sociale”.
E proprio sulla scuola che si dovranno affrontare i primi veri problemi dell’autunno: “Sarà un avvio di anno scolastico difficile e segnato da inefficienze e da superficialità”. Anche quest’anno a pochi giorni dall’inizio dell’anno e dal 31 Agosto, termine ultimo per poter effettuare immissioni in ruolo valide per il l’anno scolastico che comincia, gli uffici scolastici regionali sono nel caos più totale: ai ritardi della macchina ministeriale si aggiungono gli errori nelle procedure di nomina dell’Usr di Roma.
“La responsabilità maggiore ricade senza dubbio sul Miur che ha comunicato con estremo ritardo i contingenti e le modalità per le immissioni in ruolo, con il risultato che tutti gli aspiranti docenti che hanno partecipato al concorso bandito nel 2012 sono stati tagliati fuori perché l’Usr non ha concluso le operazioni in tempo utile – denuncia il sindacato – Le nomine dei Collaboratori Scolastici vengono fatte sulle base di graduatorie dell’anno precedente, quindi potenzialmente fonte di contenzioso”. Se questo è l’inizio c’è da essere sinceramente preoccupati.
