Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » La forza dell’Eliseo. Lo sfratto non s’ha da fare

La forza dell’Eliseo. Lo sfratto non s’ha da fare

La forza dell’Eliseo. Lo sfratto non s’ha da fare
teatro eliseo 6
rinviato al 20 novembre ma solo perchè non è stato concesso l’uso della forza pubblica e gli ufficiali giudiziari da soli non potevano far nulla dato il grande numero di persone presenti nella sala di via Nazionale
La forza dell’Eliseo. Lo sfratto non s’ha da fare

Gli ufficiali giudiziari si sono regolarmente presentati negli uffici del Teatro Eliseo, di  Vincenzo Monaci, uno dei tre soci della Eliseo Immobiliare, società proprietaria delle mura del Teatro Eliseo, e padre di Massimo, attuale direttore artistico della sala.
Sfratto rinviato al 20 novembre ma solo perchè non è stato concesso l’uso della forza pubblica e gli ufficiali giudiziari da soli non potevano far nulla dato il grande numero di persone in sala. “Andremo avanti con gli spettacoli – commenta Vincenzo Monaci – ma soprattutto vogliamo trovare un sostituto a noi per gestire questo teatro, perché dal 1° gennaio vogliamo riconsegnare le chiavi al nuovo affittuario e andare via”.

Questo per Monaci “è un processo che va definito con la società immobiliare, quindi anche con me, perciò si dovrà riunire l’assemblea e trovare un accordo basato sui 4 criteri ormai noti: mantenimento dei lavoratori, niente strappi, continuità della programmazione e mantenimento del Fus”.
 “Se non si raggiunge l’accordo e non viene garantita la continuità occupazionale, i lavoratori dell’Eliseo andranno, nei prossimi giorni, in sit in sotto l’assessorato alla Cultura di Roma Capitale, a piazza Campitelli”. Ad annunciarlo Davide Mori, coordinatore territoriale della Uilcom di Roma e del Lazio.
“I lavoratori sono preoccupati – fa notare – perché da quanto sembra al momento in nessuna delle tre proposte attualmente in campo (dell’impresario Francesco Bellomo, della Goldenstar e della Casanova di Luca Barbareschi, ndr) ci sia riferimento alla garanzia di poter continuare a lavorare qui per i lavoratori del teatro”.